WWoofing around

Ebbene sì, sono ancora viva. E sono ancora in Canada. Ma, ho una giustificazione.

In questi due mesi (DUEMESI!!!) sono stata in due diverse farm come WWOOFER, ossia una sorta di volontario che in cambio di alcune ore di lavoro ottiene in cambio il vitto e l’alloggio. Visto l’insoddisfazione e, soprattutto, la solitudine della mia vita Torontiana (?) ho deciso di dare una svolta alla situazione spostandomi nella campagna canadese.

Nella prima farm il lavoro era estenuante: 8/10 ore al giorno, fra animali e un giardino enorme senza un albero sotto cui ripararsi nelle ore più calde. Perché sì, in Canada fa caldo. Ma caldo proprio! In tutto questo, non c’era il wifi e non mi prendeva il telefono. Praticamente ho vissuto per 5 settimane nel 1990 … Per alcuni aspetti è stata un’esperienza interessante, per altri un’esperienza distruttiva. Quando ho lasciato la farm mi sentivo decisamente più forte, ma anche prosciugata da gran parte delle mie energie.

Dopo due settimane di viaggio fra Ontario e Quebec, di cui racconterò prossimamente, mi sono spostata nella farm in cui i trovo attualmente. Qui la giornate è molto più rilassata, il lavoro minore e meno pesate; quasi come una vacanza. Una meraviglia!

L’esperienza del wwoofer è davvero bella, si scoprono alcuni lati del carattere che non si conoscevano e si capisce qual è il limite di sopportazione a cui poter spingere il proprio corpo.

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Diario di una Netflix Addicted.

Netflix è una droga per me e questa dipendenza è peggiorata da quando sono in Canada. Vuoi che ho molto più tempo libero e da passare in completa solitudine, vuoi che il catalogo di serie e film disponibili è molto più ampio… sta di fatto che sto diventando una pro del binge-watching. Perciò ho deciso di iniziare a mettere per iscritto qualche mia impresa da eroina dello streaming, senza alcuna pretesa da critica o esperta.

ARRESTED DEVELOPMENT

Si tratta di una serie del 2003 che, dopo essere stata interrotta nel 2006, è stata resuscita da Netflix nel 2013 con una quarta stagione di qualità decisamente inferiore rispetto alle prime tre.

Devono piacere le serie assurde, quelle caratterizzate da una comicità strana che lascia tra l’interdetto e il divertito. Quella comicità per quale ridete ma non sapete neanche perché lo state facendo.

Tutte le stagioni sono attraversate da una serie di inside-jokes che sono uno dei punti più distinguibili e riconoscibili della sit-com, nulla viene lasciato al caso. Ciò che ha fatto ridere una volta, prima o poi salterà fuori di nuovo. E la comicità è anche di basso livello moltissime volte, ma funziona!

La trama è semplice: l’azienda della famiglia Bluth fallisce e il figlio Michael, unica persona dotata di intelletto, cercherà in tutti i modi di risolvere la situazione. Davvero, questa è la trama. Tutto qui.

La caratteristica che rende diversa e originale la serie sono i suoi personaggi: la fiera dell’assurdo. Ognuno è caratterizzato in maniera perfetta e gli attori riescono a trasmettere perfettamente i disagi e i problemi di ciascuno. Si fa davvero in fretta ad affezionarsi alla loro stranezza, nonostante siano personaggi realmente assurdi e poco verosimili. Anche le situazioni narrata sono assurde, ogni cosa è esagerata al suo limite ma senza mai superare il confine del trash. E, secondo me, bisogna essere davvero bravi per riuscire a farlo. Il cast è di primissimo livello: Jason Bateman, Michael Cera, Jeffrey Tambor…Per non parlare della quantità di guest star che fanno la loro apparizione, aggiungendo davvero del carattere alla serie. Una su tutte una meravigliosa Charlize Theron nella terza stagione, che interpreta la ragazza di cui Michael Bluth si innamora; ma in Arrested Development nulla è come sembra 🙂

Il mio personaggio preferito è Tobias Funke, marito della sorella gemella di Michael. Dottore che scopre la passione per la recitazione e rimane disoccupato per tutte le stagioni della serie. Convinto che il suo matrimonio sia perfetto (Povero Tobias!) e con la strana fobia di rimanere completamente nudo. Probabilmente è il personaggio più assurdo dell’intera serie (oddio, questa è un’affermazione molto discutibile…), vive nel suo mondo semplice e blu. Non si può non amarlo.

P.S. La quinta stagione dovrebbe essere in arrivo su Netflix a breve, incrociamo le dita!

Scoprendo Toronto

Poiché durante queste settimane ho vagato e vagabondato a non finire per le vie di questa meravigliosa città, ho deciso di buttar giù e mettere per iscritto una sorta d’itinerario delle cose “da vedere”. Più che un itinerario vero e proprio, si tratta di una serie di consigli in base a ciò che ho amato di più. Considerata la dimensione di Toronto e la quantità di cose da vedere questo, con ogni probabilità, è solo il primo di una serie di percorsi-tipo.

Durante la prima settimana vivevo in un ostello situato a Cabbagetown, un ex quartiere operaio e proletario molto vicino al centro.

L’ostello in cui soggiornavo si trova lungo Carlton Street e per poter raggiungere il vero e proprio centro della città (Downtown) si può attraversare uno dei tanti parchi presenti in Toronto: gli Allan Gardens. Attraversati questi giardini, molto frequentati dai senzatetto, si può proseguire su Gerrard St. e poi svoltare in Yonge St., una delle arterie principali della città: una lunghissima strada ricca di negozi e locali di qualunque genere. Con ogni probabilità la via più caratteristica che vedrete durante la vostra visita: colorata ed eclettica sono i primi due aggettivi che mi vengono in mente.

All’incrocio con Dundas Street si trova la Yonge-Dundas Square, una piazza che, sin dalla sua realizzazione, è uno dei simboli più caratteristici di questa città. La piazza è perennemente illuminata da enormi schermi e il modello di riferimento è chiaramente Times Square.

Da qui consiglio di addentrarvi nell’enorme centro commerciale “Toronto Eaton Centre” e perdervici. Si tratta dell’attrazione che attira e accoglie il maggior numero di turisti in tutta Toronto; un gigantesco complesso strutturato su più piani in cui è possibile trovare negozi di ogni tipo e per ogni tasca. Al piano inferiore è situata la Food Court, ossia tutta l’area dedicata al cibo. Dopo svariate ore, carichi di borse e col portafoglio molto più leggero riemergete e proseguite su Queen St W; alla vostra destra potete vedere il tribunale e, appena dopo, la celeberrima Nathan Phillips Square con la scritta TORONTO circondata dai turisti intenti a farsi le foto. Ebbene sì, qui il selfie è d’obbligo.

Proseguite su Queen Street W, un’altra delle vie principali della città per quanto riguarda il traffico e lo shopping. Dopo aver superato l’imponente University Avenue potete scegliere una via qualunque per svoltare a sinistra e trovarvi immersi nel quartiere di Entertainment District, un’area della città particolarmente famosa per i suoi teatri, cinema e locali notturni.

Perdetevi tra le sue vie, scoprite i suoi segreti, bevete della buona birra e infine andate dritti verso la famosissima CN Tower. Questo edificio è, con ogni probabilità, l’elemento più caratteristico dello skyline di Toronto, facilmente riconoscibile in ogni foto. Diventerà la vostra migliore amica, un punto di riferimento fondamentale per non perdersi in questa città: ogni volta che non sapete dove siete o come tornare a casa, alzate lo sguardo e cercate la Torre. Accanto ad essa si trova anche l’Acquario, un’altra attrazione assolutamente da vedere.

Dopo aver girato in lungo in largo, puntate dritti verso il lago. Il lago Ontario è grandissimo ma, nonostante questo, non è neanche lontanamente il più esteso fra i grandi laghi. Quando vi trovate di fronte all’acqua la percezione è quella di essere in un altro posto, non può essere certamente la stessa città in cui eravate qualche ora fa, piena di negozi e centri commerciali! E invece no, Toronto è anche questo. Annusate l’aria e il vento proseguendo sul lungo lago fino a Yonge Street. Qui dovrete, a malincuore, lasciarvi alle spalle l’Ontario, per risalire la città fino a Front St.

Svoltate a destre e poco più avanti v’imbatterete nel Gooderham Building, conosciuto anche come Flatiron building, ossia edificio a Ferro da Stiro. Questo soprannome è dovuto alla sua forma triangolare e schiacciata tra due vie. In questo punto è d’obbligo fermarsi a fare più foto possibili, l’edificio rosso si scaglia su uno sfondo di grattacieli altissimi e ipermoderni regalando un suggestivo contrasto molto fotogenico. Molto vicino si trova il St. Lawrence Market, il principale mercato coperto della città. Da qui in pochissimi minuti potete raggiungere Distillery Distric: qui caffè, pub e negozi hanno trovato casa all’interno di una vecchia distilleria della “Gooderham and Wort Limited”. Tra la fine del ‘800 e la prima metà del ‘900 la fama di questa distilleria era talmente grande che il Gooderham building fu fatto costruire proprio per essere la sede degli uffici di questa compagnia. Anche in questo caso si tratta di uno dei luoghi più fotografati e fotografabili della città, perciò libero sfogo alla fantasia!

Birra, selfie e a casa a dormire!

Se siete arrivati fino alla fine, complimenti! Le cose mi sono sfuggite di mano e mi sono fatta prendere dall’entusiasmo 🙂

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Toronto Islands

Durante queste tre settimane a Toronto ho avuto modi di girare la città in lungo e in largo. Mi sono affidata a varie guide, sia cartacee sia trovate online, ma ho anche seguito il mio istinto, vagabondando senza una metà precisa alla scoperta degli angoli più caratteristici della città. Vorrei riuscire a scrivere 2/3 itinerari differenti, che possano essere di un qualche aiuto ad altri intrepidi viagga-sognatori!

Nel frattempo posto qualche foto inerenti alla bellissima giornata che ho trascorso sulle Toronto Islands. Si tratta di un gruppo di isole, situate proprio davanti alla città e facilmente raggiungibili tramite un corto (ed economico) viaggio in traghetto. Le Toronto Islands sono una delle mete favorite dalle famiglie e dai giovani, complici un piccolo luna park e le sue spiagge. Ma c’è molto di più! Vagare per queste isole mi ha trasportato fuori dalla grande metropoli, per qualche ora mi è sembrato di essere da tutt’altra parte e quando è venuto il momento di prendere il traghetto per tornare a casa un briciolo di tristezza mi ha assalito.

Un consiglio spassionato è quello di noleggiare una bicicletta, io non l’ho fatto e sono arrivata a casa con i piedi distrutti!

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skyline di Toronto
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spiaggia
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reperti
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fari sparsi nella natura
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Contrasti
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spiaggia

It’s Canada Time

Ebbene sì, è già passato un mese da quando sono a Toronto. Il tempo vola, neanche il tempo di accorgerti che è aprile e ti ritrovi catapultata dall’altra parte del mondo. L’inizio non è stato semplice, devo ammetterlo.

Due mesi prima di partire ho iniziato a lavorare in una scuola come supplente e ho avuto la conferma che l’insegnante è ciò che voglio essere nella vita. La mia strada è quella! Perciò partire con questa consapevolezza, e un lavoro in mano, è stato decisamente più complesso. L’entusiasmo era sotto le scarpe, ma dopo tutte le spese affrontate per arrivare fino a qua non potevo tirarmi indietro.

Arrivata a Toronto sono riuscita facilmente a trovare una camera, il mercato immobiliare è molto mobile e attivo. Ho trovato, quasi altrettanto facilmente, anche un lavoro come cameriera. Il problema arriva qui: mi sono resa conto che quello non era ciò che volevo fare, non voglio passare questi mesi in Canada a lavorare in un ristorante. Proprio no. Il mio obbiettivo è diverso: perfezionare il più possibile la lingua inglese, tornare in Italia, fare un corso/ master, ottenere una certificazione per poter insegnare anche in inglese.

E così ho deciso: abbandono Toronto per trasferirmi in una farm! Partendo dal presupposto che il mio livello d’inglese è già abbastanza alto, ciò in cui sono carente è il vocabolario e la spigliatezza. Questi due aspetti possono essere migliorati solo parlando inglese sempre! Devo vivere in mezzo ai canadesi, conversare con i canadesi, mangiare con i canadesi; in poche parole, diventare una di loro. Perciò lunedì 21 mi sposterò in un piccolo paese a due ore da Toronto e inizierà per davvero la mia avventura.

Queste settimane sono state parecchio difficili e piene di dubbi, mi sembrava continuamente di star buttando via tempo e denaro. Ora sono avvolta e trascinata da un nuovo entusiasmo, stay tuned!

 

WHV – solo tre mesi

Mancano solo tre mesi e qualche giorno alla partenza. Il tempo sembra volare. Letteralmente.
Le cose ancora da fare sono molte, praticamente tutto ciò che mi mancava a dicembre è ancora in alto mare. Maledetta disorganizzazione cronica!

L’assicurazione medica è la mia preoccupazione più grande e imminente. Sono alla ricerca dell’offerta più vantaggiosa possibile, viste le cifre parecchio elevate che ho visto fino ad ora. Il mio sistema immunitario è forte, non mi sono mai rotta niente e non ho nessuna allergia. Se non fossi obbligata, neanche la fare l’assicurazione.

Però, ahinoi, va fatta.

La mia idea è di farne una che copra direttamente 12 mesi, in modo da non avere alcun tipo di problema in aeroporto. Qualunque consiglio è ben accetto!

Una volta sistemata questa questione sarò sicuramente più tranquilla, tutto il resto verrà. Ne sono sicura 🙂

 

I viaggi passati – Firenze

Penso di aver visto un buon numero di città in Italia, soprattutto nella parte settentrionale delle penisola. Ma, c’è un enorme ma, non avevo mai visitato Firenze. Dovevo risolvere al più presto questa cosa, sicuramente prima di partire per il Canada. E così è stato. A capodanno sono stata, insieme a quattro, nella città di Dante. Ed è stato subito amore. Abbiamo cercato di visitare il più possibile anche se non siamo riusciti a entrare in alcuni dei musei più importanti viste le file chilometriche. Ma questo non è un problema, assolutamente, è solamente la scusa per permettermi di tornare un’altra volta in questa città. Non essendo entrata in luoghi iconici quali Uffizi e Galleria dell’accademia è impossibile per me fare un lista dei luoghi da vedere. Penso inoltre che Firenze sia un luogo da vedere nella sua totalità, una città magica e talmente piena d’arte e cultura da rendere impossibile una selezione di pochi punti importanti e imprescindibili.  Nel mio prossimo viaggio nella capitale del Rinascimento cercherò di essere più organizzata e prenoterò tutti i musei. Per quello che sono riuscita a vedere Firenze mi è parsa l’unica altra città italiana a poter rivaleggiare con Roma dal punto di vista storico, culturale e artistico. In poche parola entra direttamente nelle primissime posizioni dei miei luoghi preferiti 🙂 Le varie chiese, caratterizzate dalla presenza di marmo di diverso colore, sono talmente iconiche da non necessitare alcune presentazione. In conclusione, una città bellissima e tappa obbligata tutti quanti! Una città in cui non mi stancherò mai di tornare e scoprire un poco alla volta.

 

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