WWoofing around

Ebbene sì, sono ancora viva. E sono ancora in Canada. Ma, ho una giustificazione.

In questi due mesi (DUEMESI!!!) sono stata in due diverse farm come WWOOFER, ossia una sorta di volontario che in cambio di alcune ore di lavoro ottiene in cambio il vitto e l’alloggio. Visto l’insoddisfazione e, soprattutto, la solitudine della mia vita Torontiana (?) ho deciso di dare una svolta alla situazione spostandomi nella campagna canadese.

Nella prima farm il lavoro era estenuante: 8/10 ore al giorno, fra animali e un giardino enorme senza un albero sotto cui ripararsi nelle ore più calde. Perché sì, in Canada fa caldo. Ma caldo proprio! In tutto questo, non c’era il wifi e non mi prendeva il telefono. Praticamente ho vissuto per 5 settimane nel 1990 … Per alcuni aspetti è stata un’esperienza interessante, per altri un’esperienza distruttiva. Quando ho lasciato la farm mi sentivo decisamente più forte, ma anche prosciugata da gran parte delle mie energie.

Dopo due settimane di viaggio fra Ontario e Quebec, di cui racconterò prossimamente, mi sono spostata nella farm in cui i trovo attualmente. Qui la giornate è molto più rilassata, il lavoro minore e meno pesate; quasi come una vacanza. Una meraviglia!

L’esperienza del wwoofer è davvero bella, si scoprono alcuni lati del carattere che non si conoscevano e si capisce qual è il limite di sopportazione a cui poter spingere il proprio corpo.

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Scoprendo Toronto

Poiché durante queste settimane ho vagato e vagabondato a non finire per le vie di questa meravigliosa città, ho deciso di buttar giù e mettere per iscritto una sorta d’itinerario delle cose “da vedere”. Più che un itinerario vero e proprio, si tratta di una serie di consigli in base a ciò che ho amato di più. Considerata la dimensione di Toronto e la quantità di cose da vedere questo, con ogni probabilità, è solo il primo di una serie di percorsi-tipo.

Durante la prima settimana vivevo in un ostello situato a Cabbagetown, un ex quartiere operaio e proletario molto vicino al centro.

L’ostello in cui soggiornavo si trova lungo Carlton Street e per poter raggiungere il vero e proprio centro della città (Downtown) si può attraversare uno dei tanti parchi presenti in Toronto: gli Allan Gardens. Attraversati questi giardini, molto frequentati dai senzatetto, si può proseguire su Gerrard St. e poi svoltare in Yonge St., una delle arterie principali della città: una lunghissima strada ricca di negozi e locali di qualunque genere. Con ogni probabilità la via più caratteristica che vedrete durante la vostra visita: colorata ed eclettica sono i primi due aggettivi che mi vengono in mente.

All’incrocio con Dundas Street si trova la Yonge-Dundas Square, una piazza che, sin dalla sua realizzazione, è uno dei simboli più caratteristici di questa città. La piazza è perennemente illuminata da enormi schermi e il modello di riferimento è chiaramente Times Square.

Da qui consiglio di addentrarvi nell’enorme centro commerciale “Toronto Eaton Centre” e perdervici. Si tratta dell’attrazione che attira e accoglie il maggior numero di turisti in tutta Toronto; un gigantesco complesso strutturato su più piani in cui è possibile trovare negozi di ogni tipo e per ogni tasca. Al piano inferiore è situata la Food Court, ossia tutta l’area dedicata al cibo. Dopo svariate ore, carichi di borse e col portafoglio molto più leggero riemergete e proseguite su Queen St W; alla vostra destra potete vedere il tribunale e, appena dopo, la celeberrima Nathan Phillips Square con la scritta TORONTO circondata dai turisti intenti a farsi le foto. Ebbene sì, qui il selfie è d’obbligo.

Proseguite su Queen Street W, un’altra delle vie principali della città per quanto riguarda il traffico e lo shopping. Dopo aver superato l’imponente University Avenue potete scegliere una via qualunque per svoltare a sinistra e trovarvi immersi nel quartiere di Entertainment District, un’area della città particolarmente famosa per i suoi teatri, cinema e locali notturni.

Perdetevi tra le sue vie, scoprite i suoi segreti, bevete della buona birra e infine andate dritti verso la famosissima CN Tower. Questo edificio è, con ogni probabilità, l’elemento più caratteristico dello skyline di Toronto, facilmente riconoscibile in ogni foto. Diventerà la vostra migliore amica, un punto di riferimento fondamentale per non perdersi in questa città: ogni volta che non sapete dove siete o come tornare a casa, alzate lo sguardo e cercate la Torre. Accanto ad essa si trova anche l’Acquario, un’altra attrazione assolutamente da vedere.

Dopo aver girato in lungo in largo, puntate dritti verso il lago. Il lago Ontario è grandissimo ma, nonostante questo, non è neanche lontanamente il più esteso fra i grandi laghi. Quando vi trovate di fronte all’acqua la percezione è quella di essere in un altro posto, non può essere certamente la stessa città in cui eravate qualche ora fa, piena di negozi e centri commerciali! E invece no, Toronto è anche questo. Annusate l’aria e il vento proseguendo sul lungo lago fino a Yonge Street. Qui dovrete, a malincuore, lasciarvi alle spalle l’Ontario, per risalire la città fino a Front St.

Svoltate a destre e poco più avanti v’imbatterete nel Gooderham Building, conosciuto anche come Flatiron building, ossia edificio a Ferro da Stiro. Questo soprannome è dovuto alla sua forma triangolare e schiacciata tra due vie. In questo punto è d’obbligo fermarsi a fare più foto possibili, l’edificio rosso si scaglia su uno sfondo di grattacieli altissimi e ipermoderni regalando un suggestivo contrasto molto fotogenico. Molto vicino si trova il St. Lawrence Market, il principale mercato coperto della città. Da qui in pochissimi minuti potete raggiungere Distillery Distric: qui caffè, pub e negozi hanno trovato casa all’interno di una vecchia distilleria della “Gooderham and Wort Limited”. Tra la fine del ‘800 e la prima metà del ‘900 la fama di questa distilleria era talmente grande che il Gooderham building fu fatto costruire proprio per essere la sede degli uffici di questa compagnia. Anche in questo caso si tratta di uno dei luoghi più fotografati e fotografabili della città, perciò libero sfogo alla fantasia!

Birra, selfie e a casa a dormire!

Se siete arrivati fino alla fine, complimenti! Le cose mi sono sfuggite di mano e mi sono fatta prendere dall’entusiasmo 🙂

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Toronto Islands

Durante queste tre settimane a Toronto ho avuto modi di girare la città in lungo e in largo. Mi sono affidata a varie guide, sia cartacee sia trovate online, ma ho anche seguito il mio istinto, vagabondando senza una metà precisa alla scoperta degli angoli più caratteristici della città. Vorrei riuscire a scrivere 2/3 itinerari differenti, che possano essere di un qualche aiuto ad altri intrepidi viagga-sognatori!

Nel frattempo posto qualche foto inerenti alla bellissima giornata che ho trascorso sulle Toronto Islands. Si tratta di un gruppo di isole, situate proprio davanti alla città e facilmente raggiungibili tramite un corto (ed economico) viaggio in traghetto. Le Toronto Islands sono una delle mete favorite dalle famiglie e dai giovani, complici un piccolo luna park e le sue spiagge. Ma c’è molto di più! Vagare per queste isole mi ha trasportato fuori dalla grande metropoli, per qualche ora mi è sembrato di essere da tutt’altra parte e quando è venuto il momento di prendere il traghetto per tornare a casa un briciolo di tristezza mi ha assalito.

Un consiglio spassionato è quello di noleggiare una bicicletta, io non l’ho fatto e sono arrivata a casa con i piedi distrutti!

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skyline di Toronto
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spiaggia
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reperti
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fari sparsi nella natura
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Contrasti
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spiaggia

It’s Canada Time

Ebbene sì, è già passato un mese da quando sono a Toronto. Il tempo vola, neanche il tempo di accorgerti che è aprile e ti ritrovi catapultata dall’altra parte del mondo. L’inizio non è stato semplice, devo ammetterlo.

Due mesi prima di partire ho iniziato a lavorare in una scuola come supplente e ho avuto la conferma che l’insegnante è ciò che voglio essere nella vita. La mia strada è quella! Perciò partire con questa consapevolezza, e un lavoro in mano, è stato decisamente più complesso. L’entusiasmo era sotto le scarpe, ma dopo tutte le spese affrontate per arrivare fino a qua non potevo tirarmi indietro.

Arrivata a Toronto sono riuscita facilmente a trovare una camera, il mercato immobiliare è molto mobile e attivo. Ho trovato, quasi altrettanto facilmente, anche un lavoro come cameriera. Il problema arriva qui: mi sono resa conto che quello non era ciò che volevo fare, non voglio passare questi mesi in Canada a lavorare in un ristorante. Proprio no. Il mio obbiettivo è diverso: perfezionare il più possibile la lingua inglese, tornare in Italia, fare un corso/ master, ottenere una certificazione per poter insegnare anche in inglese.

E così ho deciso: abbandono Toronto per trasferirmi in una farm! Partendo dal presupposto che il mio livello d’inglese è già abbastanza alto, ciò in cui sono carente è il vocabolario e la spigliatezza. Questi due aspetti possono essere migliorati solo parlando inglese sempre! Devo vivere in mezzo ai canadesi, conversare con i canadesi, mangiare con i canadesi; in poche parole, diventare una di loro. Perciò lunedì 21 mi sposterò in un piccolo paese a due ore da Toronto e inizierà per davvero la mia avventura.

Queste settimane sono state parecchio difficili e piene di dubbi, mi sembrava continuamente di star buttando via tempo e denaro. Ora sono avvolta e trascinata da un nuovo entusiasmo, stay tuned!

 

WHV – solo tre mesi

Mancano solo tre mesi e qualche giorno alla partenza. Il tempo sembra volare. Letteralmente.
Le cose ancora da fare sono molte, praticamente tutto ciò che mi mancava a dicembre è ancora in alto mare. Maledetta disorganizzazione cronica!

L’assicurazione medica è la mia preoccupazione più grande e imminente. Sono alla ricerca dell’offerta più vantaggiosa possibile, viste le cifre parecchio elevate che ho visto fino ad ora. Il mio sistema immunitario è forte, non mi sono mai rotta niente e non ho nessuna allergia. Se non fossi obbligata, neanche la fare l’assicurazione.

Però, ahinoi, va fatta.

La mia idea è di farne una che copra direttamente 12 mesi, in modo da non avere alcun tipo di problema in aeroporto. Qualunque consiglio è ben accetto!

Una volta sistemata questa questione sarò sicuramente più tranquilla, tutto il resto verrà. Ne sono sicura 🙂

 

WHV- In attesa della partenza

Perfetto! Ho ricevuto la POE a fine maggio 2017, ed ora?

Come ho già detto nello scorso articolo, si hanno a disposizione 12 mesi per attivare il visto. Io partirò ad aprile 2018, a ridosso del termine ultimo. Ma, tutto sommato, penso che almeno qualche mese sia sempre necessario per prepararsi al meglio e arrivare in Canada con un progetto abbastanza definito.  Dopo aver ricevuto la POE ho iniziato a realizzare che era tutto vero, prima era una cosa lontana e quasi impossibile.

Sul sito del governo canadese chiedono di entrare nel loro paese con almeno 2500 dollari, circa 1600/1700 euro. Per prima cosa ho iniziato a cercare lavoro in modo da mettere da parte qualche soldo, abbastanza per coprire le spese di vitto e alloggio per i primi 2/3 mesi. Vorrei riuscire a trovare un lavoro nel giro di pochi giorni dal mio arrivo, in modo da mantenere più o meno intatti i miei (pochi) risparmi.

Ho deciso poi la meta, Toronto. In questa mi scelta sono stata spinta, in primo luogo, da due motivi: é più vicino all’Italia, di conseguenza più economico arrivarci, e si parla inglese. La lingua è, ovviamente, uno dei motivi principali che mi ha spinto a fare questa esperienza. Voglio perfezionare il mio inglese e raggiungere un livello che sia il più possibile vicino a quello di un madrelingua.

Ho prenotato il biglietto aereo, da pochissimo tempo in realtà. Ero pronta a dover pagare cifre molto molto elevate, in realtà ho trovato un buona occasione con la Turkish Airlines. Partenza da Malpensa, scalo a Istanbul e arrivo a Toronto nel tardo pomeriggio; bagaglio a mano e due bagagli in stiva, per meno di 400 euro. Certo non è pochissimo, però non è neanche una cifra esagerata.

Ho trovato su Facebook gruppi di italiani a Toronto, persone che cercano lavoro e affittano camere in città. Vorrei riuscire a crearmi già qualche contatto prima della partenza e, se fosse possibile, trovare già una stanza da affittare in modo da arrivare in Canada più tranquilla. Idem per il lavoro. Tramite i portali online è possibile trovare molte offerte lavorative e, grazie a skype, i colloqui non sono più un problema. Utilizzerò questi mesi per inviare candidature via mail, sperando che portino a qualcosa di buona.

L’unico vero grande problema che mi rimane da affrontare è la valigia, come mi porto tutto quello che serve?!?! Come ci faccio stare tutta la vita in 46 Kg?

WHV- I Documenti

Dopo aver ricevuto l’invito è il momento di caricare i vari documenti sul proprio profilo. Questi verrano visionati dai funzionari dell’immigrazione e, solo dopo questo passaggio, si potrà ricevere, se va tutto bene, l’approvazione definitiva del proprio WHV. Infatti verrà inviata, sempre nella propria pagina personale sul sito del governo canadese, un documento, che vi permetterà di ricevere il permesso di lavoro, una volta arrivati in Canada.

Recuperare e caricare tutti i documenti è stata, per quanto mi riguarda, la parte più stressante e faticosa di tutto il processo. I documenti richiesti, come chiaramente segnalato sul sito canadese, sono i seguenti:

  • Il certificato dei carichi pendenti e il casellario giudiziale. Entrambi possono essere richiesti online, dal sito del ministero della giustizi, oppure direttamente nel tribunale più vicino. Per entrambi è richiesta una marca da bollo da 16 euro e il pagamento di  3,68 euro per i diritti di certificato. Per quanto riguarda le tempistiche probabilmente dipende anche dalla dimensione e dall’organizzazione del tribunale. Io ho fatto arrivare i certificati a Pavia, invece che a Milano, proprio per ottimizzare i tempi. Una volta fatta la richiesta online erano entrambi pronti per essere ritirati nel giro 3/4 giorni lavorati. A questo punto vanno fatti tradurre, in inglese o francese, e autenticare. Questo passaggio può essere fatto fare da un conoscente con un’ottima padronanza della lingua oppure da un traduttore certificato. Io, per andare sul sicuro, ho preferito la seconda opzione, e non me ne sono pentita affatto. In mezza giornata erano entrambi tradotti e autenticati; infatti, in questo caso, è il traduttore a svolgere ogni passaggio e ad andare nuovamente in tribunale per far verificare e approvare i certificati in lingua. Certo i costi sono abbastanza elevati ( intorno ai 100 euro per entrambi), però si paga per un lavoro fatto bene e la sicurezza di avere dei certificati a prova di rifiuto.
  • Il curriculum tradotto in inglese. Online si possono trovare dei modelli di CV canadesi; io  personalmente non ho seguito alcuna “forma standard” ma ho solo tradotto quello italiano.
  • Il passaporto. Devono essere scannerizzate alcune pagine del passaporto in uso (la prima pagina con i dati personali e tutte quelle in cui sono presenti dei visti). Il documento deve essere valido per tutto il periodo in cui si soggiornerà in Canada.
  • Una foto digitale, formato foto tessera. Sul sito sono presenti tutti i parametri e le caratteristiche che la foto deve rispettare per essere valida.
  • Le informazioni famigliari. Bisogna scaricare, compilare e caricare un modulo in cui si richiedono dei dati relativi ai genitori, compagni e figli.

Una volta che risultano caricati tutti i documenti, compilati eventuali moduli e pagati i visti si può solo attendere. Io nel giro di circa due settimane ho ricevuto la Port of Entry, che ha validità di un anno. Ossia, dal momento che la si riceve, si ha a disposizione un anno di tempo per entrare in Canada e attivare il visto.