Diario di una Netflix Addicted.

Netflix è una droga per me e questa dipendenza è peggiorata da quando sono in Canada. Vuoi che ho molto più tempo libero e da passare in completa solitudine, vuoi che il catalogo di serie e film disponibili è molto più ampio… sta di fatto che sto diventando una pro del binge-watching. Perciò ho deciso di iniziare a mettere per iscritto qualche mia impresa da eroina dello streaming, senza alcuna pretesa da critica o esperta.

ARRESTED DEVELOPMENT

Si tratta di una serie del 2003 che, dopo essere stata interrotta nel 2006, è stata resuscita da Netflix nel 2013 con una quarta stagione di qualità decisamente inferiore rispetto alle prime tre.

Devono piacere le serie assurde, quelle caratterizzate da una comicità strana che lascia tra l’interdetto e il divertito. Quella comicità per quale ridete ma non sapete neanche perché lo state facendo.

Tutte le stagioni sono attraversate da una serie di inside-jokes che sono uno dei punti più distinguibili e riconoscibili della sit-com, nulla viene lasciato al caso. Ciò che ha fatto ridere una volta, prima o poi salterà fuori di nuovo. E la comicità è anche di basso livello moltissime volte, ma funziona!

La trama è semplice: l’azienda della famiglia Bluth fallisce e il figlio Michael, unica persona dotata di intelletto, cercherà in tutti i modi di risolvere la situazione. Davvero, questa è la trama. Tutto qui.

La caratteristica che rende diversa e originale la serie sono i suoi personaggi: la fiera dell’assurdo. Ognuno è caratterizzato in maniera perfetta e gli attori riescono a trasmettere perfettamente i disagi e i problemi di ciascuno. Si fa davvero in fretta ad affezionarsi alla loro stranezza, nonostante siano personaggi realmente assurdi e poco verosimili. Anche le situazioni narrata sono assurde, ogni cosa è esagerata al suo limite ma senza mai superare il confine del trash. E, secondo me, bisogna essere davvero bravi per riuscire a farlo. Il cast è di primissimo livello: Jason Bateman, Michael Cera, Jeffrey Tambor…Per non parlare della quantità di guest star che fanno la loro apparizione, aggiungendo davvero del carattere alla serie. Una su tutte una meravigliosa Charlize Theron nella terza stagione, che interpreta la ragazza di cui Michael Bluth si innamora; ma in Arrested Development nulla è come sembra 🙂

Il mio personaggio preferito è Tobias Funke, marito della sorella gemella di Michael. Dottore che scopre la passione per la recitazione e rimane disoccupato per tutte le stagioni della serie. Convinto che il suo matrimonio sia perfetto (Povero Tobias!) e con la strana fobia di rimanere completamente nudo. Probabilmente è il personaggio più assurdo dell’intera serie (oddio, questa è un’affermazione molto discutibile…), vive nel suo mondo semplice e blu. Non si può non amarlo.

P.S. La quinta stagione dovrebbe essere in arrivo su Netflix a breve, incrociamo le dita!

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Film- Into The Wild

Anno 2007, quarta superiore, Milano.

Pochi film hanno segnato la mia vita come questo. Quando l’ho visto la prima volta è stata un’illuminazione, un epifania, una catarsi. Tutto quello che ho sempre sognato (ecco, magari la fine no…) era lì, davanti ai miei occhi. Quel bel ragazzo biondo e un po’ hippie stava mettendo in pratica, in maniera sicuramente estrema, ciò che sentivo anche dentro di me.
Christopher McCandless é un giovane, figlio della buona borghesia americana. Una volta terminata l’università la sua profonda insoddisfazione per la società in cui si ritrova a vivere, lo spinge a lasciare i suoi risparmi ai più bisognoso, abbandonare la famiglia e intraprendere un viaggio “nelle terre selvagge”. Durante questa esperienza incontrerà moltissimi individui a cui cambierà la vita e che, a loro volta, modificheranno le sue percezioni su alcuni aspetti e sentimenti. Un lungo e bellissimo viaggio alla ricerca di se stesso e che sarà, inevitabilmente, senza ritorno.
Appena uscito il DVD l’ho comprato in preda alla gioia e ho praticamente costretto mia mamma a guardarlo.
La storia di Christopher per me, nonostante il triste epilogo, rappresentava un modello, qualcosa a cui aspirare e da imitare. Un rifiuto totale nei confronti della società, del conformismo, del benessere maldistribuito. Io volevo essere Christopher, voglio ancora esserlo.
Mia mamma, benché abbia amato il film, si è immedesimata non nel figlio ma nella madre. Genitori che, a loro modo, hanno cercato di dare al figlio tutti gli agi possibili, pensando di fare il bene nei confronti del ragazzo. Christopher, alla fine, altro non è che un grande egoista. Sicuramente un’idealista, ma egoista.
Punti di vista.
Non si tratta di giusto o sbagliato.
Il film rimane comunque un piccolo capolavoro. Musica, fotografia e cast sono perfetti.

Alcuni anni dopo ho letto anche il libro da cui è tratto il film: “Nelle terre estreme”, Jon Krakauer. Questo è uno dei rarissimi casi in cui, secondo me, il cinema batte la letteratura a mani basse 🙂

I viaggi passati – Londra & i suoi animali

Una delle cose che mi ha colpito maggiormente di questa enorme città sono i suoi parchi. Verdissimi e piani di animali.

Il mio esempio di parco cittadino è Parco Sempione, bello per carità, ma imparagonabile con i parchi inglesi. A Londra si può percepire un rispetto per l’ambiente e la fauna che è impensabile per noi. Gli animali vengono guardati e ammirati, mai però in una maniera troppo invasiva. Ecco questo è sicuramente uno dei motivi che mi hanno fatto pensare “questa è una città in cui vorrei vivere”. Non è il grigio il colore caratteristico di questa città, è il verde della sua natura.

Menzione d’onore per Primrose Hill, sicuramente meno famoso di altri parchi londinesi ( Hyde park o St James park in primis), ma di grandissimo effetto. Si tratta di una vera e proprio collina, frequentata dai londinesi per fare pic nic guardando un panorama mozzafiato.

Il mio consiglio è di camminare per questi parchi, senza un itinerario in testa, perdersi in mezzo ai prati e agli alberi. Scoprire i loro piccoli segreti, sopratutto le statue che è possibile trovare un po’ in tutti gli angoli. Guardare i cigni, i corvi, le anatre con i loro cuccioli. Guardare i londinesi nel loro ambiente naturale, l’unica cosa che vi servirà per innamorarvi alla follia di questa città.

 

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Primrose Hill
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Ginnastica a Primrose Hill
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Anatre e piccioni

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I viaggi passati – LONDRA

Ho deciso di raccontare i viaggi nel corso della mia vita. Il primo di cui vi parlo è anche uno degli ultimi fatti: Londra, maggio 2017.

Molti anni fa, nel 2004 o 2005 credo, ero stata in Inghilterra in vacanza studio e ci avevano portato a Londra in giornata. Quello che mi avevano fatto vedere, molto poco ho scoperto, non mi aveva impressionato granché. Perciò quest’anno io e mia sorella, vera London-addicted, ci siamo regalate 4 giorni in questa città e me ne sono follemente innamorata. In questi pochi giorni questa città è riuscita a conquistarmi e a scalare la classifica dei miei luoghi preferiti. Abbiamo viaggiato con Ryanair e pernottato in ostello, con colazione inclusa. Perciò il costo “base” del viaggio è stato abbastanza contenuto.

In 4 giorni scarsi siamo riuscite a vedere tutto quello che ci eravamo prefissate, abbiamo corso come matte ma ne è assolutamente valsa la pena. Ho pensato di raccontare solo i posti e le attrazioni che mi sono piaciute di più e che reputo dei capisaldi per un viaggio in questa città. Ovviamente manca ancora molto da vedere, perciò un prossimo viaggio a Londra è assolutamente necessario!

  • Camden town

Appena arrivate a Londra è stato uno dei promisi luoghi in cui siamo state, forse proprio il primo. Camden Town è Londra, quella che ti immagini; grigia sì, ma contemporaneamente colorata, piena di musica, di gente e di odori. Camden Town è la Londra alternativa e punk, per niente pulita ed elegante. Il mercato è particolarissimo, pieno zeppo di veri e propri negozi e bancarella; c’è tutta una sezione dedicata alla street food. Io mi ero già innamorata.

  • Tower of London

Questa è stata l’unica attrazione a pagamento che abbiamo deciso di visitare. Avevamo prenotato il biglietto da casa, in modo da evitare code e perdite di tempo. Una volta entrate dentro le mura della Tower of London sembra di avere fatto un viaggio nel tempo, direttamente nella città medievale. All’interno si può visitare tutto il parco, con i corvi della regina; un percorso museale, davvero ben fatto, articolato in vari edifici e che abbraccia molteplici temi. Infine, i gioielli della corona, contenuti in un vero e proprio caveau.

  • I Musei

Siamo riuscite a vedere il British, il Museo di Storia Naturale e la National Gallery. Tutti e tre sono bellissimi a modo loro. Curati nei minimi dettagli e gratis! Questo aspetto è sicuramente quello che colpisce maggiormente un italiano, abituato a pagare cifre spropositate per entrare in qualunque museo. E, sinceramente, ben pochi musei in Italia posso gareggiare con questi tre.

  • Buckingham Palace e il cambio della guardia

Questa è, fra tutte le cose nominate, quella che forse mi è piaciuta meno. Però è anche una delle cose più caratteristiche di questa città, perciò una volta nella vita va visto! Bisogna armarsi di grande pazienza, arrivare davanti ai cancelli abbastanza presto e stare in piedi alcune ore per potersi godere al meglio lo spettacolo. Però poi di spettacolo si tratta, una grande intrattenimento che riesce ancora a conquistare i turisti da tutto il mondo.

  • I parchi e i loro animali

WOW. Solo questa parola può esprimere quello che ho provato a camminare in questi grandissimi parchi cittadini. Sono tutti curatissimi e pulitissimi, pieni di gente che passeggia o parla seduta sulle panchine. Il tutto circondati da animali, totalmente privi di paura nei confronti dell’uomo. Questo, secondo me, la dice lunga su come sono trattati e amati dagli inglese stessi. Cigni, diverse varietà di anatre e uccelli, cormorani e scoiattoli sono i veri padroni di questi luoghi. Per avere un’idea di quando mi siano piaciuti vedi anche articolo dopo  🙂