Film- Into The Wild

Anno 2007, quarta superiore, Milano.

Pochi film hanno segnato la mia vita come questo. Quando l’ho visto la prima volta è stata un’illuminazione, un epifania, una catarsi. Tutto quello che ho sempre sognato (ecco, magari la fine no…) era lì, davanti ai miei occhi. Quel bel ragazzo biondo e un po’ hippie stava mettendo in pratica, in maniera sicuramente estrema, ciò che sentivo anche dentro di me.
Christopher McCandless é un giovane, figlio della buona borghesia americana. Una volta terminata l’università la sua profonda insoddisfazione per la società in cui si ritrova a vivere, lo spinge a lasciare i suoi risparmi ai più bisognoso, abbandonare la famiglia e intraprendere un viaggio “nelle terre selvagge”. Durante questa esperienza incontrerà moltissimi individui a cui cambierà la vita e che, a loro volta, modificheranno le sue percezioni su alcuni aspetti e sentimenti. Un lungo e bellissimo viaggio alla ricerca di se stesso e che sarà, inevitabilmente, senza ritorno.
Appena uscito il DVD l’ho comprato in preda alla gioia e ho praticamente costretto mia mamma a guardarlo.
La storia di Christopher per me, nonostante il triste epilogo, rappresentava un modello, qualcosa a cui aspirare e da imitare. Un rifiuto totale nei confronti della società, del conformismo, del benessere maldistribuito. Io volevo essere Christopher, voglio ancora esserlo.
Mia mamma, benché abbia amato il film, si è immedesimata non nel figlio ma nella madre. Genitori che, a loro modo, hanno cercato di dare al figlio tutti gli agi possibili, pensando di fare il bene nei confronti del ragazzo. Christopher, alla fine, altro non è che un grande egoista. Sicuramente un’idealista, ma egoista.
Punti di vista.
Non si tratta di giusto o sbagliato.
Il film rimane comunque un piccolo capolavoro. Musica, fotografia e cast sono perfetti.

Alcuni anni dopo ho letto anche il libro da cui è tratto il film: “Nelle terre estreme”, Jon Krakauer. Questo è uno dei rarissimi casi in cui, secondo me, il cinema batte la letteratura a mani basse 🙂

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Programmazione – parte 2

Mea culpa, mea culpa, mea maxima culpa.

Tutti i miei buoni propositi sono andati a farsi benedire, un fallimento, una disfatta, una Caporetto multimediale. A mia discolpa mi sono ammalata, ho avuto due settimane di lavoro infernali, mia sorella si è laureata, ci sono state le feste e sono andata via qualche giorno con la famiglia.

Tutte scuse, direte voi.

Assolutamente vero, rispondo io.
I buoni propositi dell’ultimo post, rimangono validi anche in questo. Questa volta rispetterò tutte (quasi tutte…) le scadenze che mi sono autoimposta. Questo 2018 deve essere diverso: nuovo paese, nuova vita, nuova organizzazione.

Arrivederci a venerdì, la nuova me è alle porte :)P

Programmazione e obbiettivi

Avere un blog è un’esperienza nuova per me; stimolante e impegnativa per alcuni aspetti. Sono sempre stata una persona abbastanza disordinata e molto disorganizzata e, nonostante i vari anni di università, non sono mai riuscita a migliorare questo aspetto di me stessa. L’ ostacolo più grande per me è la costanza. Riuscire a pubblicare dei contenuti con costanza, appunto
Ho deciso perciò di darmi delle scadenze, dei giorni precisi in cui aggiornare il blog. Il lunedì sarà dedicato ai racconti dei viaggi passati; il mercoledì è riservato al Canada e ai vari aspetti legati al Working Holiday Visa; il venerdì è invece per i libri, documentari, film o serie TV dedicati al tema del viaggio e ai grandi viaggiatori. La domenica vi porterò alla scoperta dei luoghi e dei monumenti vicino a casa mia; delle tipiche “gite fuori porta” per un lombardo.
Avere un blog e aggiornarlo è una grandissima sfida per me. Prima del grande salto di Aprile, mi sembra appropriato provare a me stessa che, se mi impegno, posso fare ogni cosa, anche quelle molto molto fuori dalla mia comfort zone.

I viaggi passati – Berlino (parte2)

“Hai detto che Berlino non ti è piaciuta. Per ora hai nominato solo cose bellissime e che bisogna vedere…scusa, non ho capito. Cos’è che non ti è piaciuto precisamente?!?”

Giustissima obiezione. Perciò, ecco qua le cose che non mi hanno colpito, o mi hanno proprio deluso, di questa città.

  • Alexanderplatz.

Fra tutte questa è stata la delusione più grande. Una mia amica, dopo il viaggio e i miei commenti negativi, l’ha descritta come un luogo bellissimo e romantico.                             E, probabilmente, la gran parte delle persone la penserà come lei. Per me è, e rimarrà per sempre, uno spiazzo enorme, pieno di gente, circondato da negozi e con questa enorme torre che svetta sopra tutti gli altri edifici. Ammetto che potrebbe anche essere una mia deformazioni professionale, da archeologa quale sono ho difficoltà ad apprezzare realmente e comprendere qualcosa di così esasperatamente moderno. Non vedo l’ora che qualcuno provi a farmi cambiare idea, che qualcuno mi spieghi la magia di Alexanderplatz e il fascino che sprigiona. Nel frattempo, rimango della mia idea.

  • Checkpoint Charlie.

Sicuramente è il più famoso posto di blocco tra il settore sovietico e quello statunitense. E anche uno dei luoghi più fotografati di tutta Berlino. Da un punto vista simbolico sarebbe ancora molto interessante, ma in realtà è semplicemente un “acchiappa- turisti”. In mezzo alla strada è stata ricostruita la guardiola e dei figuranti, vestiti da soldati, fanno foto ricordo e selfie con i visitatori. L’aspetto storico, culturale e simbolico è lasciato totalmente in secondo piano. Per comprendere e osservare le due anime delle capitale tedesca è decisamente meglio visitare altri luoghi. Potsdamer Platz e la East Side Gallery, prime fra tutti.

  • Prenzlauer berg.

In tutte le guide, cartacee o online, che abbiamo letto Prenzlauer berg era sempre in cima alla lista dei quartieri giovani e alla moda in cui passare un serata. Forse sono stata sfortunata io, ma l’aria un po’ alternativa, un po’ punk e un po’ bohémien di questo quartiere non l’ho proprio colta. Se penso a questi aggettivi mi vengono in mente i Navigli e Brera a Milano, Trastevere a Roma, Camden Town e Carnaby Street a Londra. Decisamente non Prezlauer berg che, movimentato e caotico è sicuramente, ma non mi ha trasmesso quel fascino ribelle, ma al contempo un poco snob, che mi aspettavo.

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I viaggi passati – Berlino (parte 1)

Ok, è giunto il momento. Let’s talk about the elephant in the room. Berlino non mi piaciuta granchè. Sono partita convintissima che avrei amato questa città, alternativa e internazionale al punto giusto. Invece no, l’ho trovata sporca e caotica ben più del livello che posso ritenere “accettabile per una metropoli. Da un punto di vista storico e culturale, però, non ha paragoni con molte altre città. Berlino sta alla storia contemporanea come Roma sta alla storia antica. Perciò ecco le cose che non possono assolutamente mancare durante un viaggio nella capitale tedesca.

  • Il Reichstag.

Il palazzo del parlamento tedesco è sicuramente uno degli edifici più famosi della città. La visita deve essere prenotata online e consente di salire fino alla cupola di vetro da cui si ammira una bellissima panoramica su Berlino.

  • Potsdamer Platz.

Cuore pulsante di Berlino ed esempio perfetto di questa città. Nella piazza si trovano alcuni frammenti del Muro che tagliava perfettamente in due questo luogo. Ancora ora la compresenza delle “due Berlino” è perfettamente visibile. Da una parte edifici moderni e grattacieli, dall’altra costruzioni che risalgono al periodo sovietico. In nessun altro luogo come qui si riesce a cogliere ad occhi nudo di trovarsi in una città che fino a pochissimo tempo fa aveva due anime e strutture completamente diverse e opposte.

  • Il Castello di Charlottenburg.

Enorme castello in stile rococò, situato in una zona periferica della città. Si tratta, probabilmente, di uno dei pochissimi edifici seicenteschi che è uscito intatto dai bombardamenti della seconda guerra mondiale. Bellissimo il parco che lo circonda, molto frequentato dai berlinesi.

  • Il Parco di Tempelhof.

Particolarissimo parco costruito sui resti di un aeroporto chiuso alcuni anni fa. Per quanto mi riguarda è un esempio molto riuscito di riqualificazione urbana. Le piste vengono ora usate per andare in bici, con i pattini o in skateboard; molto frequentato dai giovani ma anche dalle famiglie.

  • L’isola dei musei.

Alcuni fra i migliori e più grandi musei al mondo si trovano qua. Qualunque periodo storico o corrente artistica vi piaccia, qui c’è. Serve molto tempo per riuscire a visitare più di un museo, sia per la loro grande dimensione sia per le code, spesso, interminabili. Assolutamente da vedere il Pergamonmuseum.

  • Topografia del Terrore.

L’edificio e l’esposizione permanente sorgono nello stesso luogo dove aveva sede la Gestapo, la polizia segreta tedesca, molto vicino anche alla sede delle SS. Il luogo, fortemente simbolico, contribuisce a rendere questa mostra una tappa obbligata in qualche tour di Berlino. La ricerca, la documentazione la musealizzazione sono di grandissimo impatto emotivo su qualunque visitatore.

  • East Side Gallery.

Esempio perfetto di museo a cielo aperto, modello tanto caro a questa città, essa stessa, nella sua interezza, un vero e proprio museo a cielo aperto. Si tratta della più lunga parte di Muro che è stata conservata e musealizzata e rappresenta un vero e proprio inno alla pace e alla libertà. La scelta stessa di affrescare il lato Est del muro ha un grande valore simbolico. Alcuni dei murales qui dipinti sono diventati talmente iconici da poter essere facilmente riconoscibili da chiunque proveniente da qualunque parte del mondo.

Menzione d’onore anche alla sempre maestosa Porta di Brandeburgo e alla vista spettacolare che si ha dalla Colonna della Vittoria.

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I viaggi passati – Norimberga

Quest’estate non avevo in programma un viaggio, tutto ciò che avevo in testa era risparmiare i soldi per il mio piccolo progettino canadese. In realtà  sono bastati due amici, e pochissimo tempo, a farmi cambiare idea. In un attimo abbiamo deciso la meta e le date, prenotato i voli e gli alloggi. Era tutto pronto per la partenza! La prima tappa del viaggio è stata Norimberga, dove siamo arrivati la mattina del 13 agosto per poi spostarci, il 15 sera, a Berlino, da dove siamo ripartiti il 18 nel tardo pomeriggio per tornare a Milano.

Arrivati a Norimberga sembra di essere catapultati dentro un piccolo paese tedesco del ‘200, il pifferaio magico potrebbe spuntare all’improvviso da dietro ogni angolo. Per quanto mi riguarda è stata una grandissima scoperta, sono arrivata qui senza grandi aspettative e anzi un po’ prevenuta. Norimberga nella mia testa è sempre stata legata al nazismo, non l’avevo mai considerata una città “da vedere”. Niente di più sbagliato. Certo il legame con il nazismo, sia la nascita che poi la sua fine, è molto presente però questa è solo una parte della storia di questa città. Il simbolo della città è sicuramente il tribunale, dove si sono svolti i processi ai nazisti nel 1945/1946, ma anche Albrecht Durer, importantissimo pittore fiammingo di cui è possibile ammirare la casa- museo.

Passiamo ora alle cose importanti, quali sono perciò le attrazioni e i luoghi fondamentali da visitare in questa città?

  • II Castello imperiale.

Imponente e caratteristico, arroccato nel punto più alto della città. Dalle mura e dal giardino si ha una vista mozzafiato sul resto di Norimberga e dintorni. La piazza davanti al castello è circondata dalle tipiche case tedesche, colorate e con le travi a vista sulla facciata, fra cui anche la residenza di A. Durer, che sicuramente merita anch’essa una visita.

  • Le mura e i quartieri medievali.

Le ben conservate mura di cinta riesco a trasmettere l’atmosfera medievale come nient’altro. In alcuni quartieri sembra che il tempo si sia fermato. Il mio consiglio è di perdersi nelle vie, senza stare troppo attenti alle cartine e alle indicazioni. Vi troverete davanti a scorci bellissimi e caratteristici, case d’epoca, botteghe artigianali, birrerie.

  • Il centro di documentazione sul nazismo.

Questo enorme edificio sorge sui resti del Padiglione dei Congressi, progettato da Partito Nazionalsocialista stesso. All’interno si trova una mostra in cui si raccontato le varie fasi della storia che hanno portato alla diffusione del nazismo; grande rilievo viene dato all’importanza della propaganda, elemento fondamentale nell’ascesa di Hitler. Il percorso culmina proprio nel grande “stadio” che era in grado di accogliere circa 50 000 persone durante le adunate del partito. Trovarsi sulla balconata da cui parlava Hitler, o chi per esso, è di grandissimo impatto visivo ed emotivo. Assolutamente da provare una volta nella vita.

  • Il tribunale.

Il palazzo di Giustizia di Norimberga ha accolto quello che, con ogni probabilità, è uno dei processi più celebri e importanti nella storia recente del mondo. Anche qui si trova una mostra permanente molto dettagliata sugli eventi che hanno portato al processo e il suo svolgimento. Entrare nell’ Aula 600, dove si è svolto il processo ai gerarchi, e sedersi sulle sue panchine in legno è un’esperienza toccante ed emozionante. Mentre noi eravamo lì una signora francese sulla mezza età è scoppiata a piangere, e penso proprio che non sia stato un fatto così fuori dall’ordinario in quel luogo.

Ogni museo in Germania prevede, con il pagamento del biglietto d’ingresso, anche l’audioguida. Con questi tipi di mostre e musei, molto descrittive, si è rivelato di grande utilità. Grazie alle audioguide è possibile comprendere ogni aspetto in maniera decisamente migliore. Si può cogliere al meglio la percezione che hanno ora i tedeschi della loro storia. Il nazimo, l’olocausto e la seconda guerra mondiale pesano ancora sulle spalle dei tedeschi, il senso di colpa è ancora presente in modo molto forte. Gli eventi del passato sono ancora troppo vicini per poter essere dimenticati. I tedeschi sono i primi a essere duri con loro stessi.

Mentre eravamo al Castello di Norimberga due uomini italiani ci sono passati accanto dicendo “Per carità, anche Mussolini ha fatto tante cose brutte, però ne ha fatte anche tante buone. Non era assolutamente come Hitler”. Per quello che ho potuto vedere io, mai nessun tedesco si sognerebbe di pensare e dire una cosa del genere.

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La piazza davanti al castello imperiale
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Il castello imperiale e le tipiche case tedesche
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Tipico angolo di Norimberga

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Tribunale di Norimberga
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Centro di documentazione sul nazismo

 

I viaggi passati – Londra & i suoi animali

Una delle cose che mi ha colpito maggiormente di questa enorme città sono i suoi parchi. Verdissimi e piani di animali.

Il mio esempio di parco cittadino è Parco Sempione, bello per carità, ma imparagonabile con i parchi inglesi. A Londra si può percepire un rispetto per l’ambiente e la fauna che è impensabile per noi. Gli animali vengono guardati e ammirati, mai però in una maniera troppo invasiva. Ecco questo è sicuramente uno dei motivi che mi hanno fatto pensare “questa è una città in cui vorrei vivere”. Non è il grigio il colore caratteristico di questa città, è il verde della sua natura.

Menzione d’onore per Primrose Hill, sicuramente meno famoso di altri parchi londinesi ( Hyde park o St James park in primis), ma di grandissimo effetto. Si tratta di una vera e proprio collina, frequentata dai londinesi per fare pic nic guardando un panorama mozzafiato.

Il mio consiglio è di camminare per questi parchi, senza un itinerario in testa, perdersi in mezzo ai prati e agli alberi. Scoprire i loro piccoli segreti, sopratutto le statue che è possibile trovare un po’ in tutti gli angoli. Guardare i cigni, i corvi, le anatre con i loro cuccioli. Guardare i londinesi nel loro ambiente naturale, l’unica cosa che vi servirà per innamorarvi alla follia di questa città.

 

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Primrose Hill
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Ginnastica a Primrose Hill
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Anatre e piccioni

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