I viaggi passati – Berlino (parte 1)

Ok, è giunto il momento. Let’s talk about the elephant in the room. Berlino non mi piaciuta granchè. Sono partita convintissima che avrei amato questa città, alternativa e internazionale al punto giusto. Invece no, l’ho trovata sporca e caotica ben più del livello che posso ritenere “accettabile per una metropoli. Da un punto di vista storico e culturale, però, non ha paragoni con molte altre città. Berlino sta alla storia contemporanea come Roma sta alla storia antica. Perciò ecco le cose che non possono assolutamente mancare durante un viaggio nella capitale tedesca.

  • Il Reichstag.

Il palazzo del parlamento tedesco è sicuramente uno degli edifici più famosi della città. La visita deve essere prenotata online e consente di salire fino alla cupola di vetro da cui si ammira una bellissima panoramica su Berlino.

  • Potsdamer Platz.

Cuore pulsante di Berlino ed esempio perfetto di questa città. Nella piazza si trovano alcuni frammenti del Muro che tagliava perfettamente in due questo luogo. Ancora ora la compresenza delle “due Berlino” è perfettamente visibile. Da una parte edifici moderni e grattacieli, dall’altra costruzioni che risalgono al periodo sovietico. In nessun altro luogo come qui si riesce a cogliere ad occhi nudo di trovarsi in una città che fino a pochissimo tempo fa aveva due anime e strutture completamente diverse e opposte.

  • Il Castello di Charlottenburg.

Enorme castello in stile rococò, situato in una zona periferica della città. Si tratta, probabilmente, di uno dei pochissimi edifici seicenteschi che è uscito intatto dai bombardamenti della seconda guerra mondiale. Bellissimo il parco che lo circonda, molto frequentato dai berlinesi.

  • Il Parco di Tempelhof.

Particolarissimo parco costruito sui resti di un aeroporto chiuso alcuni anni fa. Per quanto mi riguarda è un esempio molto riuscito di riqualificazione urbana. Le piste vengono ora usate per andare in bici, con i pattini o in skateboard; molto frequentato dai giovani ma anche dalle famiglie.

  • L’isola dei musei.

Alcuni fra i migliori e più grandi musei al mondo si trovano qua. Qualunque periodo storico o corrente artistica vi piaccia, qui c’è. Serve molto tempo per riuscire a visitare più di un museo, sia per la loro grande dimensione sia per le code, spesso, interminabili. Assolutamente da vedere il Pergamonmuseum.

  • Topografia del Terrore.

L’edificio e l’esposizione permanente sorgono nello stesso luogo dove aveva sede la Gestapo, la polizia segreta tedesca, molto vicino anche alla sede delle SS. Il luogo, fortemente simbolico, contribuisce a rendere questa mostra una tappa obbligata in qualche tour di Berlino. La ricerca, la documentazione la musealizzazione sono di grandissimo impatto emotivo su qualunque visitatore.

  • East Side Gallery.

Esempio perfetto di museo a cielo aperto, modello tanto caro a questa città, essa stessa, nella sua interezza, un vero e proprio museo a cielo aperto. Si tratta della più lunga parte di Muro che è stata conservata e musealizzata e rappresenta un vero e proprio inno alla pace e alla libertà. La scelta stessa di affrescare il lato Est del muro ha un grande valore simbolico. Alcuni dei murales qui dipinti sono diventati talmente iconici da poter essere facilmente riconoscibili da chiunque proveniente da qualunque parte del mondo.

Menzione d’onore anche alla sempre maestosa Porta di Brandeburgo e alla vista spettacolare che si ha dalla Colonna della Vittoria.

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I viaggi passati – Norimberga

Quest’estate non avevo in programma un viaggio, tutto ciò che avevo in testa era risparmiare i soldi per il mio piccolo progettino canadese. In realtà  sono bastati due amici, e pochissimo tempo, a farmi cambiare idea. In un attimo abbiamo deciso la meta e le date, prenotato i voli e gli alloggi. Era tutto pronto per la partenza! La prima tappa del viaggio è stata Norimberga, dove siamo arrivati la mattina del 13 agosto per poi spostarci, il 15 sera, a Berlino, da dove siamo ripartiti il 18 nel tardo pomeriggio per tornare a Milano.

Arrivati a Norimberga sembra di essere catapultati dentro un piccolo paese tedesco del ‘200, il pifferaio magico potrebbe spuntare all’improvviso da dietro ogni angolo. Per quanto mi riguarda è stata una grandissima scoperta, sono arrivata qui senza grandi aspettative e anzi un po’ prevenuta. Norimberga nella mia testa è sempre stata legata al nazismo, non l’avevo mai considerata una città “da vedere”. Niente di più sbagliato. Certo il legame con il nazismo, sia la nascita che poi la sua fine, è molto presente però questa è solo una parte della storia di questa città. Il simbolo della città è sicuramente il tribunale, dove si sono svolti i processi ai nazisti nel 1945/1946, ma anche Albrecht Durer, importantissimo pittore fiammingo di cui è possibile ammirare la casa- museo.

Passiamo ora alle cose importanti, quali sono perciò le attrazioni e i luoghi fondamentali da visitare in questa città?

  • II Castello imperiale.

Imponente e caratteristico, arroccato nel punto più alto della città. Dalle mura e dal giardino si ha una vista mozzafiato sul resto di Norimberga e dintorni. La piazza davanti al castello è circondata dalle tipiche case tedesche, colorate e con le travi a vista sulla facciata, fra cui anche la residenza di A. Durer, che sicuramente merita anch’essa una visita.

  • Le mura e i quartieri medievali.

Le ben conservate mura di cinta riesco a trasmettere l’atmosfera medievale come nient’altro. In alcuni quartieri sembra che il tempo si sia fermato. Il mio consiglio è di perdersi nelle vie, senza stare troppo attenti alle cartine e alle indicazioni. Vi troverete davanti a scorci bellissimi e caratteristici, case d’epoca, botteghe artigianali, birrerie.

  • Il centro di documentazione sul nazismo.

Questo enorme edificio sorge sui resti del Padiglione dei Congressi, progettato da Partito Nazionalsocialista stesso. All’interno si trova una mostra in cui si raccontato le varie fasi della storia che hanno portato alla diffusione del nazismo; grande rilievo viene dato all’importanza della propaganda, elemento fondamentale nell’ascesa di Hitler. Il percorso culmina proprio nel grande “stadio” che era in grado di accogliere circa 50 000 persone durante le adunate del partito. Trovarsi sulla balconata da cui parlava Hitler, o chi per esso, è di grandissimo impatto visivo ed emotivo. Assolutamente da provare una volta nella vita.

  • Il tribunale.

Il palazzo di Giustizia di Norimberga ha accolto quello che, con ogni probabilità, è uno dei processi più celebri e importanti nella storia recente del mondo. Anche qui si trova una mostra permanente molto dettagliata sugli eventi che hanno portato al processo e il suo svolgimento. Entrare nell’ Aula 600, dove si è svolto il processo ai gerarchi, e sedersi sulle sue panchine in legno è un’esperienza toccante ed emozionante. Mentre noi eravamo lì una signora francese sulla mezza età è scoppiata a piangere, e penso proprio che non sia stato un fatto così fuori dall’ordinario in quel luogo.

Ogni museo in Germania prevede, con il pagamento del biglietto d’ingresso, anche l’audioguida. Con questi tipi di mostre e musei, molto descrittive, si è rivelato di grande utilità. Grazie alle audioguide è possibile comprendere ogni aspetto in maniera decisamente migliore. Si può cogliere al meglio la percezione che hanno ora i tedeschi della loro storia. Il nazimo, l’olocausto e la seconda guerra mondiale pesano ancora sulle spalle dei tedeschi, il senso di colpa è ancora presente in modo molto forte. Gli eventi del passato sono ancora troppo vicini per poter essere dimenticati. I tedeschi sono i primi a essere duri con loro stessi.

Mentre eravamo al Castello di Norimberga due uomini italiani ci sono passati accanto dicendo “Per carità, anche Mussolini ha fatto tante cose brutte, però ne ha fatte anche tante buone. Non era assolutamente come Hitler”. Per quello che ho potuto vedere io, mai nessun tedesco si sognerebbe di pensare e dire una cosa del genere.

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La piazza davanti al castello imperiale
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Il castello imperiale e le tipiche case tedesche
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Tipico angolo di Norimberga

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Tribunale di Norimberga
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Centro di documentazione sul nazismo

 

I viaggi passati – Londra & i suoi animali

Una delle cose che mi ha colpito maggiormente di questa enorme città sono i suoi parchi. Verdissimi e piani di animali.

Il mio esempio di parco cittadino è Parco Sempione, bello per carità, ma imparagonabile con i parchi inglesi. A Londra si può percepire un rispetto per l’ambiente e la fauna che è impensabile per noi. Gli animali vengono guardati e ammirati, mai però in una maniera troppo invasiva. Ecco questo è sicuramente uno dei motivi che mi hanno fatto pensare “questa è una città in cui vorrei vivere”. Non è il grigio il colore caratteristico di questa città, è il verde della sua natura.

Menzione d’onore per Primrose Hill, sicuramente meno famoso di altri parchi londinesi ( Hyde park o St James park in primis), ma di grandissimo effetto. Si tratta di una vera e proprio collina, frequentata dai londinesi per fare pic nic guardando un panorama mozzafiato.

Il mio consiglio è di camminare per questi parchi, senza un itinerario in testa, perdersi in mezzo ai prati e agli alberi. Scoprire i loro piccoli segreti, sopratutto le statue che è possibile trovare un po’ in tutti gli angoli. Guardare i cigni, i corvi, le anatre con i loro cuccioli. Guardare i londinesi nel loro ambiente naturale, l’unica cosa che vi servirà per innamorarvi alla follia di questa città.

 

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Primrose Hill
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Ginnastica a Primrose Hill
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Anatre e piccioni

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I viaggi passati – LONDRA

Ho deciso di raccontare i viaggi nel corso della mia vita. Il primo di cui vi parlo è anche uno degli ultimi fatti: Londra, maggio 2017.

Molti anni fa, nel 2004 o 2005 credo, ero stata in Inghilterra in vacanza studio e ci avevano portato a Londra in giornata. Quello che mi avevano fatto vedere, molto poco ho scoperto, non mi aveva impressionato granché. Perciò quest’anno io e mia sorella, vera London-addicted, ci siamo regalate 4 giorni in questa città e me ne sono follemente innamorata. In questi pochi giorni questa città è riuscita a conquistarmi e a scalare la classifica dei miei luoghi preferiti. Abbiamo viaggiato con Ryanair e pernottato in ostello, con colazione inclusa. Perciò il costo “base” del viaggio è stato abbastanza contenuto.

In 4 giorni scarsi siamo riuscite a vedere tutto quello che ci eravamo prefissate, abbiamo corso come matte ma ne è assolutamente valsa la pena. Ho pensato di raccontare solo i posti e le attrazioni che mi sono piaciute di più e che reputo dei capisaldi per un viaggio in questa città. Ovviamente manca ancora molto da vedere, perciò un prossimo viaggio a Londra è assolutamente necessario!

  • Camden town

Appena arrivate a Londra è stato uno dei promisi luoghi in cui siamo state, forse proprio il primo. Camden Town è Londra, quella che ti immagini; grigia sì, ma contemporaneamente colorata, piena di musica, di gente e di odori. Camden Town è la Londra alternativa e punk, per niente pulita ed elegante. Il mercato è particolarissimo, pieno zeppo di veri e propri negozi e bancarella; c’è tutta una sezione dedicata alla street food. Io mi ero già innamorata.

  • Tower of London

Questa è stata l’unica attrazione a pagamento che abbiamo deciso di visitare. Avevamo prenotato il biglietto da casa, in modo da evitare code e perdite di tempo. Una volta entrate dentro le mura della Tower of London sembra di avere fatto un viaggio nel tempo, direttamente nella città medievale. All’interno si può visitare tutto il parco, con i corvi della regina; un percorso museale, davvero ben fatto, articolato in vari edifici e che abbraccia molteplici temi. Infine, i gioielli della corona, contenuti in un vero e proprio caveau.

  • I Musei

Siamo riuscite a vedere il British, il Museo di Storia Naturale e la National Gallery. Tutti e tre sono bellissimi a modo loro. Curati nei minimi dettagli e gratis! Questo aspetto è sicuramente quello che colpisce maggiormente un italiano, abituato a pagare cifre spropositate per entrare in qualunque museo. E, sinceramente, ben pochi musei in Italia posso gareggiare con questi tre.

  • Buckingham Palace e il cambio della guardia

Questa è, fra tutte le cose nominate, quella che forse mi è piaciuta meno. Però è anche una delle cose più caratteristiche di questa città, perciò una volta nella vita va visto! Bisogna armarsi di grande pazienza, arrivare davanti ai cancelli abbastanza presto e stare in piedi alcune ore per potersi godere al meglio lo spettacolo. Però poi di spettacolo si tratta, una grande intrattenimento che riesce ancora a conquistare i turisti da tutto il mondo.

  • I parchi e i loro animali

WOW. Solo questa parola può esprimere quello che ho provato a camminare in questi grandissimi parchi cittadini. Sono tutti curatissimi e pulitissimi, pieni di gente che passeggia o parla seduta sulle panchine. Il tutto circondati da animali, totalmente privi di paura nei confronti dell’uomo. Questo, secondo me, la dice lunga su come sono trattati e amati dagli inglese stessi. Cigni, diverse varietà di anatre e uccelli, cormorani e scoiattoli sono i veri padroni di questi luoghi. Per avere un’idea di quando mi siano piaciuti vedi anche articolo dopo  🙂

 

 

Working Holiday Visa – Canada

Quando ho deciso di fare questo tipo di visto per il Canada e ho iniziato a cercare informazioni in internet, mi sono subito resa conto che la mole di informazioni che riuscivo a trovare non era neanche minimamente paragonabile a quelle reperibili per l’Australia. Tutto era molto più vago, incerto e complicato. Questo è il primo articolo, di una serie, in cui vi racconto la mia esperienza.

In primo luogo ottenere il WHV non è una cosa immediata e scontata; il Canada rilascia, annualmente, solo un certo numero di visti, distribuiti tra i vari stati del mondo che prevedono questa tipologia di scambio. Per i cittadini italiani ci sono a disposizione solo 1000 visti.

Dopo essersi iscritti al sito del governo canadese e aver aperto un proprio profilo personale, si viene accettati nella “pool” con tutti gli altri italiani che hanno fatto domanda per il WHV. Da questo momento si può solo aspettare. Durante l’anno vengono tenute delle estrazioni casuali, circa 3/4 volte all’anno, e, se si viene estratti, si riceve la notifica sul proprio profilo. In questo messaggio si viene informati dell’avvenuta estrazione e si richiede di accettare l’invito entro 10 giorni. Dal momento in cui si accetta si hanno a disposizione altri 20 giorni per caricare sul proprio profilo tutti i documenti richiesti e pagare, con una carta di credito, il permesso di lavoro ( 100 dollari canadesi) e la tassa di partecipazione (150 dollari). Una volta fatte tutte queste operazioni si può, di nuovo, solo attendere un altro messaggio in cui viene confermato che tutti i documenti inviati andavano bene e viene inviata la POE, ossia una lettera che permette di entrare in Canada entro un anno.

La durata di tutte queste operazioni è variabile, io, per esempio, mi sono registrata sul sito a febbraio e ho ricevuto la POE verso la fine di maggio.

Nei prossimi articoli cercherò di descrivere più nel dettaglio tutti i documenti richiesti; la parte sicuramente più stressante e dispendiosa di tutto questo processo.

Ad aprile potrò finalmente dire se è valsa la pena 🙂

About Me

Ciao a tutti. Mi chiamo Alice, ho 27 anni e sono un archeologa. O almeno, vorrei esserlo. Considerate le scarse possibilità lavorative offerte dalla mia madrepatria, ho preso la decisione di partire. Ho sempre voluto farlo, ma per un motivo o per un altro, non avevo mai trovato il coraggio. Ora è il momento. Quasi per scherzo a Febbraio ho fatto richiesta per il Working Visa Holiday per il Canada e, a maggio, ho ricevuto la conferma e l’invito a entrare nel paese. Tempo di sbrigare tutte le faccende necessarie e mettere da parte qualche risparmio. Aprile 2018, Canada arrivo!

In questo blog racconterò, in primo luogo e fra le altre cose, la lunga strada per arrivare in Canada, i documenti necessari e le ansie da affrontare. Una sorta di diario di viaggio, che mi accompagnerà in tutto questo viaggio.

Sono convinta che questa sarà solo la prima tappa del mio viaggio, il mondo è grande e ho voglia di vederne il più possibile.

 

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