I viaggi passati – Firenze

Penso di aver visto un buon numero di città in Italia, soprattutto nella parte settentrionale delle penisola. Ma, c’è un enorme ma, non avevo mai visitato Firenze. Dovevo risolvere al più presto questa cosa, sicuramente prima di partire per il Canada. E così è stato. A capodanno sono stata, insieme a quattro, nella città di Dante. Ed è stato subito amore. Abbiamo cercato di visitare il più possibile anche se non siamo riusciti a entrare in alcuni dei musei più importanti viste le file chilometriche. Ma questo non è un problema, assolutamente, è solamente la scusa per permettermi di tornare un’altra volta in questa città. Non essendo entrata in luoghi iconici quali Uffizi e Galleria dell’accademia è impossibile per me fare un lista dei luoghi da vedere. Penso inoltre che Firenze sia un luogo da vedere nella sua totalità, una città magica e talmente piena d’arte e cultura da rendere impossibile una selezione di pochi punti importanti e imprescindibili.  Nel mio prossimo viaggio nella capitale del Rinascimento cercherò di essere più organizzata e prenoterò tutti i musei. Per quello che sono riuscita a vedere Firenze mi è parsa l’unica altra città italiana a poter rivaleggiare con Roma dal punto di vista storico, culturale e artistico. In poche parola entra direttamente nelle primissime posizioni dei miei luoghi preferiti 🙂 Le varie chiese, caratterizzate dalla presenza di marmo di diverso colore, sono talmente iconiche da non necessitare alcune presentazione. In conclusione, una città bellissima e tappa obbligata tutti quanti! Una città in cui non mi stancherò mai di tornare e scoprire un poco alla volta.

 

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I viaggi passati – Berlino (parte2)

“Hai detto che Berlino non ti è piaciuta. Per ora hai nominato solo cose bellissime e che bisogna vedere…scusa, non ho capito. Cos’è che non ti è piaciuto precisamente?!?”

Giustissima obiezione. Perciò, ecco qua le cose che non mi hanno colpito, o mi hanno proprio deluso, di questa città.

  • Alexanderplatz.

Fra tutte questa è stata la delusione più grande. Una mia amica, dopo il viaggio e i miei commenti negativi, l’ha descritta come un luogo bellissimo e romantico.                             E, probabilmente, la gran parte delle persone la penserà come lei. Per me è, e rimarrà per sempre, uno spiazzo enorme, pieno di gente, circondato da negozi e con questa enorme torre che svetta sopra tutti gli altri edifici. Ammetto che potrebbe anche essere una mia deformazioni professionale, da archeologa quale sono ho difficoltà ad apprezzare realmente e comprendere qualcosa di così esasperatamente moderno. Non vedo l’ora che qualcuno provi a farmi cambiare idea, che qualcuno mi spieghi la magia di Alexanderplatz e il fascino che sprigiona. Nel frattempo, rimango della mia idea.

  • Checkpoint Charlie.

Sicuramente è il più famoso posto di blocco tra il settore sovietico e quello statunitense. E anche uno dei luoghi più fotografati di tutta Berlino. Da un punto vista simbolico sarebbe ancora molto interessante, ma in realtà è semplicemente un “acchiappa- turisti”. In mezzo alla strada è stata ricostruita la guardiola e dei figuranti, vestiti da soldati, fanno foto ricordo e selfie con i visitatori. L’aspetto storico, culturale e simbolico è lasciato totalmente in secondo piano. Per comprendere e osservare le due anime delle capitale tedesca è decisamente meglio visitare altri luoghi. Potsdamer Platz e la East Side Gallery, prime fra tutti.

  • Prenzlauer berg.

In tutte le guide, cartacee o online, che abbiamo letto Prenzlauer berg era sempre in cima alla lista dei quartieri giovani e alla moda in cui passare un serata. Forse sono stata sfortunata io, ma l’aria un po’ alternativa, un po’ punk e un po’ bohémien di questo quartiere non l’ho proprio colta. Se penso a questi aggettivi mi vengono in mente i Navigli e Brera a Milano, Trastevere a Roma, Camden Town e Carnaby Street a Londra. Decisamente non Prezlauer berg che, movimentato e caotico è sicuramente, ma non mi ha trasmesso quel fascino ribelle, ma al contempo un poco snob, che mi aspettavo.

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I viaggi passati – Berlino (parte 1)

Ok, è giunto il momento. Let’s talk about the elephant in the room. Berlino non mi piaciuta granchè. Sono partita convintissima che avrei amato questa città, alternativa e internazionale al punto giusto. Invece no, l’ho trovata sporca e caotica ben più del livello che posso ritenere “accettabile per una metropoli. Da un punto di vista storico e culturale, però, non ha paragoni con molte altre città. Berlino sta alla storia contemporanea come Roma sta alla storia antica. Perciò ecco le cose che non possono assolutamente mancare durante un viaggio nella capitale tedesca.

  • Il Reichstag.

Il palazzo del parlamento tedesco è sicuramente uno degli edifici più famosi della città. La visita deve essere prenotata online e consente di salire fino alla cupola di vetro da cui si ammira una bellissima panoramica su Berlino.

  • Potsdamer Platz.

Cuore pulsante di Berlino ed esempio perfetto di questa città. Nella piazza si trovano alcuni frammenti del Muro che tagliava perfettamente in due questo luogo. Ancora ora la compresenza delle “due Berlino” è perfettamente visibile. Da una parte edifici moderni e grattacieli, dall’altra costruzioni che risalgono al periodo sovietico. In nessun altro luogo come qui si riesce a cogliere ad occhi nudo di trovarsi in una città che fino a pochissimo tempo fa aveva due anime e strutture completamente diverse e opposte.

  • Il Castello di Charlottenburg.

Enorme castello in stile rococò, situato in una zona periferica della città. Si tratta, probabilmente, di uno dei pochissimi edifici seicenteschi che è uscito intatto dai bombardamenti della seconda guerra mondiale. Bellissimo il parco che lo circonda, molto frequentato dai berlinesi.

  • Il Parco di Tempelhof.

Particolarissimo parco costruito sui resti di un aeroporto chiuso alcuni anni fa. Per quanto mi riguarda è un esempio molto riuscito di riqualificazione urbana. Le piste vengono ora usate per andare in bici, con i pattini o in skateboard; molto frequentato dai giovani ma anche dalle famiglie.

  • L’isola dei musei.

Alcuni fra i migliori e più grandi musei al mondo si trovano qua. Qualunque periodo storico o corrente artistica vi piaccia, qui c’è. Serve molto tempo per riuscire a visitare più di un museo, sia per la loro grande dimensione sia per le code, spesso, interminabili. Assolutamente da vedere il Pergamonmuseum.

  • Topografia del Terrore.

L’edificio e l’esposizione permanente sorgono nello stesso luogo dove aveva sede la Gestapo, la polizia segreta tedesca, molto vicino anche alla sede delle SS. Il luogo, fortemente simbolico, contribuisce a rendere questa mostra una tappa obbligata in qualche tour di Berlino. La ricerca, la documentazione la musealizzazione sono di grandissimo impatto emotivo su qualunque visitatore.

  • East Side Gallery.

Esempio perfetto di museo a cielo aperto, modello tanto caro a questa città, essa stessa, nella sua interezza, un vero e proprio museo a cielo aperto. Si tratta della più lunga parte di Muro che è stata conservata e musealizzata e rappresenta un vero e proprio inno alla pace e alla libertà. La scelta stessa di affrescare il lato Est del muro ha un grande valore simbolico. Alcuni dei murales qui dipinti sono diventati talmente iconici da poter essere facilmente riconoscibili da chiunque proveniente da qualunque parte del mondo.

Menzione d’onore anche alla sempre maestosa Porta di Brandeburgo e alla vista spettacolare che si ha dalla Colonna della Vittoria.

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I viaggi passati – Norimberga

Quest’estate non avevo in programma un viaggio, tutto ciò che avevo in testa era risparmiare i soldi per il mio piccolo progettino canadese. In realtà  sono bastati due amici, e pochissimo tempo, a farmi cambiare idea. In un attimo abbiamo deciso la meta e le date, prenotato i voli e gli alloggi. Era tutto pronto per la partenza! La prima tappa del viaggio è stata Norimberga, dove siamo arrivati la mattina del 13 agosto per poi spostarci, il 15 sera, a Berlino, da dove siamo ripartiti il 18 nel tardo pomeriggio per tornare a Milano.

Arrivati a Norimberga sembra di essere catapultati dentro un piccolo paese tedesco del ‘200, il pifferaio magico potrebbe spuntare all’improvviso da dietro ogni angolo. Per quanto mi riguarda è stata una grandissima scoperta, sono arrivata qui senza grandi aspettative e anzi un po’ prevenuta. Norimberga nella mia testa è sempre stata legata al nazismo, non l’avevo mai considerata una città “da vedere”. Niente di più sbagliato. Certo il legame con il nazismo, sia la nascita che poi la sua fine, è molto presente però questa è solo una parte della storia di questa città. Il simbolo della città è sicuramente il tribunale, dove si sono svolti i processi ai nazisti nel 1945/1946, ma anche Albrecht Durer, importantissimo pittore fiammingo di cui è possibile ammirare la casa- museo.

Passiamo ora alle cose importanti, quali sono perciò le attrazioni e i luoghi fondamentali da visitare in questa città?

  • II Castello imperiale.

Imponente e caratteristico, arroccato nel punto più alto della città. Dalle mura e dal giardino si ha una vista mozzafiato sul resto di Norimberga e dintorni. La piazza davanti al castello è circondata dalle tipiche case tedesche, colorate e con le travi a vista sulla facciata, fra cui anche la residenza di A. Durer, che sicuramente merita anch’essa una visita.

  • Le mura e i quartieri medievali.

Le ben conservate mura di cinta riesco a trasmettere l’atmosfera medievale come nient’altro. In alcuni quartieri sembra che il tempo si sia fermato. Il mio consiglio è di perdersi nelle vie, senza stare troppo attenti alle cartine e alle indicazioni. Vi troverete davanti a scorci bellissimi e caratteristici, case d’epoca, botteghe artigianali, birrerie.

  • Il centro di documentazione sul nazismo.

Questo enorme edificio sorge sui resti del Padiglione dei Congressi, progettato da Partito Nazionalsocialista stesso. All’interno si trova una mostra in cui si raccontato le varie fasi della storia che hanno portato alla diffusione del nazismo; grande rilievo viene dato all’importanza della propaganda, elemento fondamentale nell’ascesa di Hitler. Il percorso culmina proprio nel grande “stadio” che era in grado di accogliere circa 50 000 persone durante le adunate del partito. Trovarsi sulla balconata da cui parlava Hitler, o chi per esso, è di grandissimo impatto visivo ed emotivo. Assolutamente da provare una volta nella vita.

  • Il tribunale.

Il palazzo di Giustizia di Norimberga ha accolto quello che, con ogni probabilità, è uno dei processi più celebri e importanti nella storia recente del mondo. Anche qui si trova una mostra permanente molto dettagliata sugli eventi che hanno portato al processo e il suo svolgimento. Entrare nell’ Aula 600, dove si è svolto il processo ai gerarchi, e sedersi sulle sue panchine in legno è un’esperienza toccante ed emozionante. Mentre noi eravamo lì una signora francese sulla mezza età è scoppiata a piangere, e penso proprio che non sia stato un fatto così fuori dall’ordinario in quel luogo.

Ogni museo in Germania prevede, con il pagamento del biglietto d’ingresso, anche l’audioguida. Con questi tipi di mostre e musei, molto descrittive, si è rivelato di grande utilità. Grazie alle audioguide è possibile comprendere ogni aspetto in maniera decisamente migliore. Si può cogliere al meglio la percezione che hanno ora i tedeschi della loro storia. Il nazimo, l’olocausto e la seconda guerra mondiale pesano ancora sulle spalle dei tedeschi, il senso di colpa è ancora presente in modo molto forte. Gli eventi del passato sono ancora troppo vicini per poter essere dimenticati. I tedeschi sono i primi a essere duri con loro stessi.

Mentre eravamo al Castello di Norimberga due uomini italiani ci sono passati accanto dicendo “Per carità, anche Mussolini ha fatto tante cose brutte, però ne ha fatte anche tante buone. Non era assolutamente come Hitler”. Per quello che ho potuto vedere io, mai nessun tedesco si sognerebbe di pensare e dire una cosa del genere.

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La piazza davanti al castello imperiale
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Il castello imperiale e le tipiche case tedesche
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Tipico angolo di Norimberga

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Tribunale di Norimberga
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Centro di documentazione sul nazismo

 

I viaggi passati – LONDRA

Ho deciso di raccontare i viaggi nel corso della mia vita. Il primo di cui vi parlo è anche uno degli ultimi fatti: Londra, maggio 2017.

Molti anni fa, nel 2004 o 2005 credo, ero stata in Inghilterra in vacanza studio e ci avevano portato a Londra in giornata. Quello che mi avevano fatto vedere, molto poco ho scoperto, non mi aveva impressionato granché. Perciò quest’anno io e mia sorella, vera London-addicted, ci siamo regalate 4 giorni in questa città e me ne sono follemente innamorata. In questi pochi giorni questa città è riuscita a conquistarmi e a scalare la classifica dei miei luoghi preferiti. Abbiamo viaggiato con Ryanair e pernottato in ostello, con colazione inclusa. Perciò il costo “base” del viaggio è stato abbastanza contenuto.

In 4 giorni scarsi siamo riuscite a vedere tutto quello che ci eravamo prefissate, abbiamo corso come matte ma ne è assolutamente valsa la pena. Ho pensato di raccontare solo i posti e le attrazioni che mi sono piaciute di più e che reputo dei capisaldi per un viaggio in questa città. Ovviamente manca ancora molto da vedere, perciò un prossimo viaggio a Londra è assolutamente necessario!

  • Camden town

Appena arrivate a Londra è stato uno dei promisi luoghi in cui siamo state, forse proprio il primo. Camden Town è Londra, quella che ti immagini; grigia sì, ma contemporaneamente colorata, piena di musica, di gente e di odori. Camden Town è la Londra alternativa e punk, per niente pulita ed elegante. Il mercato è particolarissimo, pieno zeppo di veri e propri negozi e bancarella; c’è tutta una sezione dedicata alla street food. Io mi ero già innamorata.

  • Tower of London

Questa è stata l’unica attrazione a pagamento che abbiamo deciso di visitare. Avevamo prenotato il biglietto da casa, in modo da evitare code e perdite di tempo. Una volta entrate dentro le mura della Tower of London sembra di avere fatto un viaggio nel tempo, direttamente nella città medievale. All’interno si può visitare tutto il parco, con i corvi della regina; un percorso museale, davvero ben fatto, articolato in vari edifici e che abbraccia molteplici temi. Infine, i gioielli della corona, contenuti in un vero e proprio caveau.

  • I Musei

Siamo riuscite a vedere il British, il Museo di Storia Naturale e la National Gallery. Tutti e tre sono bellissimi a modo loro. Curati nei minimi dettagli e gratis! Questo aspetto è sicuramente quello che colpisce maggiormente un italiano, abituato a pagare cifre spropositate per entrare in qualunque museo. E, sinceramente, ben pochi musei in Italia posso gareggiare con questi tre.

  • Buckingham Palace e il cambio della guardia

Questa è, fra tutte le cose nominate, quella che forse mi è piaciuta meno. Però è anche una delle cose più caratteristiche di questa città, perciò una volta nella vita va visto! Bisogna armarsi di grande pazienza, arrivare davanti ai cancelli abbastanza presto e stare in piedi alcune ore per potersi godere al meglio lo spettacolo. Però poi di spettacolo si tratta, una grande intrattenimento che riesce ancora a conquistare i turisti da tutto il mondo.

  • I parchi e i loro animali

WOW. Solo questa parola può esprimere quello che ho provato a camminare in questi grandissimi parchi cittadini. Sono tutti curatissimi e pulitissimi, pieni di gente che passeggia o parla seduta sulle panchine. Il tutto circondati da animali, totalmente privi di paura nei confronti dell’uomo. Questo, secondo me, la dice lunga su come sono trattati e amati dagli inglese stessi. Cigni, diverse varietà di anatre e uccelli, cormorani e scoiattoli sono i veri padroni di questi luoghi. Per avere un’idea di quando mi siano piaciuti vedi anche articolo dopo  🙂

 

 

WHV- I Documenti

Dopo aver ricevuto l’invito è il momento di caricare i vari documenti sul proprio profilo. Questi verrano visionati dai funzionari dell’immigrazione e, solo dopo questo passaggio, si potrà ricevere, se va tutto bene, l’approvazione definitiva del proprio WHV. Infatti verrà inviata, sempre nella propria pagina personale sul sito del governo canadese, un documento, che vi permetterà di ricevere il permesso di lavoro, una volta arrivati in Canada.

Recuperare e caricare tutti i documenti è stata, per quanto mi riguarda, la parte più stressante e faticosa di tutto il processo. I documenti richiesti, come chiaramente segnalato sul sito canadese, sono i seguenti:

  • Il certificato dei carichi pendenti e il casellario giudiziale. Entrambi possono essere richiesti online, dal sito del ministero della giustizi, oppure direttamente nel tribunale più vicino. Per entrambi è richiesta una marca da bollo da 16 euro e il pagamento di  3,68 euro per i diritti di certificato. Per quanto riguarda le tempistiche probabilmente dipende anche dalla dimensione e dall’organizzazione del tribunale. Io ho fatto arrivare i certificati a Pavia, invece che a Milano, proprio per ottimizzare i tempi. Una volta fatta la richiesta online erano entrambi pronti per essere ritirati nel giro 3/4 giorni lavorati. A questo punto vanno fatti tradurre, in inglese o francese, e autenticare. Questo passaggio può essere fatto fare da un conoscente con un’ottima padronanza della lingua oppure da un traduttore certificato. Io, per andare sul sicuro, ho preferito la seconda opzione, e non me ne sono pentita affatto. In mezza giornata erano entrambi tradotti e autenticati; infatti, in questo caso, è il traduttore a svolgere ogni passaggio e ad andare nuovamente in tribunale per far verificare e approvare i certificati in lingua. Certo i costi sono abbastanza elevati ( intorno ai 100 euro per entrambi), però si paga per un lavoro fatto bene e la sicurezza di avere dei certificati a prova di rifiuto.
  • Il curriculum tradotto in inglese. Online si possono trovare dei modelli di CV canadesi; io  personalmente non ho seguito alcuna “forma standard” ma ho solo tradotto quello italiano.
  • Il passaporto. Devono essere scannerizzate alcune pagine del passaporto in uso (la prima pagina con i dati personali e tutte quelle in cui sono presenti dei visti). Il documento deve essere valido per tutto il periodo in cui si soggiornerà in Canada.
  • Una foto digitale, formato foto tessera. Sul sito sono presenti tutti i parametri e le caratteristiche che la foto deve rispettare per essere valida.
  • Le informazioni famigliari. Bisogna scaricare, compilare e caricare un modulo in cui si richiedono dei dati relativi ai genitori, compagni e figli.

Una volta che risultano caricati tutti i documenti, compilati eventuali moduli e pagati i visti si può solo attendere. Io nel giro di circa due settimane ho ricevuto la Port of Entry, che ha validità di un anno. Ossia, dal momento che la si riceve, si ha a disposizione un anno di tempo per entrare in Canada e attivare il visto.