Toronto Islands

Durante queste tre settimane a Toronto ho avuto modi di girare la città in lungo e in largo. Mi sono affidata a varie guide, sia cartacee sia trovate online, ma ho anche seguito il mio istinto, vagabondando senza una metà precisa alla scoperta degli angoli più caratteristici della città. Vorrei riuscire a scrivere 2/3 itinerari differenti, che possano essere di un qualche aiuto ad altri intrepidi viagga-sognatori!

Nel frattempo posto qualche foto inerenti alla bellissima giornata che ho trascorso sulle Toronto Islands. Si tratta di un gruppo di isole, situate proprio davanti alla città e facilmente raggiungibili tramite un corto (ed economico) viaggio in traghetto. Le Toronto Islands sono una delle mete favorite dalle famiglie e dai giovani, complici un piccolo luna park e le sue spiagge. Ma c’è molto di più! Vagare per queste isole mi ha trasportato fuori dalla grande metropoli, per qualche ora mi è sembrato di essere da tutt’altra parte e quando è venuto il momento di prendere il traghetto per tornare a casa un briciolo di tristezza mi ha assalito.

Un consiglio spassionato è quello di noleggiare una bicicletta, io non l’ho fatto e sono arrivata a casa con i piedi distrutti!

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skyline di Toronto
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spiaggia
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reperti
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fari sparsi nella natura
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Contrasti
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spiaggia
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It’s Canada Time

Ebbene sì, è già passato un mese da quando sono a Toronto. Il tempo vola, neanche il tempo di accorgerti che è aprile e ti ritrovi catapultata dall’altra parte del mondo. L’inizio non è stato semplice, devo ammetterlo.

Due mesi prima di partire ho iniziato a lavorare in una scuola come supplente e ho avuto la conferma che l’insegnante è ciò che voglio essere nella vita. La mia strada è quella! Perciò partire con questa consapevolezza, e un lavoro in mano, è stato decisamente più complesso. L’entusiasmo era sotto le scarpe, ma dopo tutte le spese affrontate per arrivare fino a qua non potevo tirarmi indietro.

Arrivata a Toronto sono riuscita facilmente a trovare una camera, il mercato immobiliare è molto mobile e attivo. Ho trovato, quasi altrettanto facilmente, anche un lavoro come cameriera. Il problema arriva qui: mi sono resa conto che quello non era ciò che volevo fare, non voglio passare questi mesi in Canada a lavorare in un ristorante. Proprio no. Il mio obbiettivo è diverso: perfezionare il più possibile la lingua inglese, tornare in Italia, fare un corso/ master, ottenere una certificazione per poter insegnare anche in inglese.

E così ho deciso: abbandono Toronto per trasferirmi in una farm! Partendo dal presupposto che il mio livello d’inglese è già abbastanza alto, ciò in cui sono carente è il vocabolario e la spigliatezza. Questi due aspetti possono essere migliorati solo parlando inglese sempre! Devo vivere in mezzo ai canadesi, conversare con i canadesi, mangiare con i canadesi; in poche parole, diventare una di loro. Perciò lunedì 21 mi sposterò in un piccolo paese a due ore da Toronto e inizierà per davvero la mia avventura.

Queste settimane sono state parecchio difficili e piene di dubbi, mi sembrava continuamente di star buttando via tempo e denaro. Ora sono avvolta e trascinata da un nuovo entusiasmo, stay tuned!

 

WHV – solo tre mesi

Mancano solo tre mesi e qualche giorno alla partenza. Il tempo sembra volare. Letteralmente.
Le cose ancora da fare sono molte, praticamente tutto ciò che mi mancava a dicembre è ancora in alto mare. Maledetta disorganizzazione cronica!

L’assicurazione medica è la mia preoccupazione più grande e imminente. Sono alla ricerca dell’offerta più vantaggiosa possibile, viste le cifre parecchio elevate che ho visto fino ad ora. Il mio sistema immunitario è forte, non mi sono mai rotta niente e non ho nessuna allergia. Se non fossi obbligata, neanche la fare l’assicurazione.

Però, ahinoi, va fatta.

La mia idea è di farne una che copra direttamente 12 mesi, in modo da non avere alcun tipo di problema in aeroporto. Qualunque consiglio è ben accetto!

Una volta sistemata questa questione sarò sicuramente più tranquilla, tutto il resto verrà. Ne sono sicura 🙂

 

WHV- In attesa della partenza

Perfetto! Ho ricevuto la POE a fine maggio 2017, ed ora?

Come ho già detto nello scorso articolo, si hanno a disposizione 12 mesi per attivare il visto. Io partirò ad aprile 2018, a ridosso del termine ultimo. Ma, tutto sommato, penso che almeno qualche mese sia sempre necessario per prepararsi al meglio e arrivare in Canada con un progetto abbastanza definito.  Dopo aver ricevuto la POE ho iniziato a realizzare che era tutto vero, prima era una cosa lontana e quasi impossibile.

Sul sito del governo canadese chiedono di entrare nel loro paese con almeno 2500 dollari, circa 1600/1700 euro. Per prima cosa ho iniziato a cercare lavoro in modo da mettere da parte qualche soldo, abbastanza per coprire le spese di vitto e alloggio per i primi 2/3 mesi. Vorrei riuscire a trovare un lavoro nel giro di pochi giorni dal mio arrivo, in modo da mantenere più o meno intatti i miei (pochi) risparmi.

Ho deciso poi la meta, Toronto. In questa mi scelta sono stata spinta, in primo luogo, da due motivi: é più vicino all’Italia, di conseguenza più economico arrivarci, e si parla inglese. La lingua è, ovviamente, uno dei motivi principali che mi ha spinto a fare questa esperienza. Voglio perfezionare il mio inglese e raggiungere un livello che sia il più possibile vicino a quello di un madrelingua.

Ho prenotato il biglietto aereo, da pochissimo tempo in realtà. Ero pronta a dover pagare cifre molto molto elevate, in realtà ho trovato un buona occasione con la Turkish Airlines. Partenza da Malpensa, scalo a Istanbul e arrivo a Toronto nel tardo pomeriggio; bagaglio a mano e due bagagli in stiva, per meno di 400 euro. Certo non è pochissimo, però non è neanche una cifra esagerata.

Ho trovato su Facebook gruppi di italiani a Toronto, persone che cercano lavoro e affittano camere in città. Vorrei riuscire a crearmi già qualche contatto prima della partenza e, se fosse possibile, trovare già una stanza da affittare in modo da arrivare in Canada più tranquilla. Idem per il lavoro. Tramite i portali online è possibile trovare molte offerte lavorative e, grazie a skype, i colloqui non sono più un problema. Utilizzerò questi mesi per inviare candidature via mail, sperando che portino a qualcosa di buona.

L’unico vero grande problema che mi rimane da affrontare è la valigia, come mi porto tutto quello che serve?!?! Come ci faccio stare tutta la vita in 46 Kg?

WHV- I Documenti

Dopo aver ricevuto l’invito è il momento di caricare i vari documenti sul proprio profilo. Questi verrano visionati dai funzionari dell’immigrazione e, solo dopo questo passaggio, si potrà ricevere, se va tutto bene, l’approvazione definitiva del proprio WHV. Infatti verrà inviata, sempre nella propria pagina personale sul sito del governo canadese, un documento, che vi permetterà di ricevere il permesso di lavoro, una volta arrivati in Canada.

Recuperare e caricare tutti i documenti è stata, per quanto mi riguarda, la parte più stressante e faticosa di tutto il processo. I documenti richiesti, come chiaramente segnalato sul sito canadese, sono i seguenti:

  • Il certificato dei carichi pendenti e il casellario giudiziale. Entrambi possono essere richiesti online, dal sito del ministero della giustizi, oppure direttamente nel tribunale più vicino. Per entrambi è richiesta una marca da bollo da 16 euro e il pagamento di  3,68 euro per i diritti di certificato. Per quanto riguarda le tempistiche probabilmente dipende anche dalla dimensione e dall’organizzazione del tribunale. Io ho fatto arrivare i certificati a Pavia, invece che a Milano, proprio per ottimizzare i tempi. Una volta fatta la richiesta online erano entrambi pronti per essere ritirati nel giro 3/4 giorni lavorati. A questo punto vanno fatti tradurre, in inglese o francese, e autenticare. Questo passaggio può essere fatto fare da un conoscente con un’ottima padronanza della lingua oppure da un traduttore certificato. Io, per andare sul sicuro, ho preferito la seconda opzione, e non me ne sono pentita affatto. In mezza giornata erano entrambi tradotti e autenticati; infatti, in questo caso, è il traduttore a svolgere ogni passaggio e ad andare nuovamente in tribunale per far verificare e approvare i certificati in lingua. Certo i costi sono abbastanza elevati ( intorno ai 100 euro per entrambi), però si paga per un lavoro fatto bene e la sicurezza di avere dei certificati a prova di rifiuto.
  • Il curriculum tradotto in inglese. Online si possono trovare dei modelli di CV canadesi; io  personalmente non ho seguito alcuna “forma standard” ma ho solo tradotto quello italiano.
  • Il passaporto. Devono essere scannerizzate alcune pagine del passaporto in uso (la prima pagina con i dati personali e tutte quelle in cui sono presenti dei visti). Il documento deve essere valido per tutto il periodo in cui si soggiornerà in Canada.
  • Una foto digitale, formato foto tessera. Sul sito sono presenti tutti i parametri e le caratteristiche che la foto deve rispettare per essere valida.
  • Le informazioni famigliari. Bisogna scaricare, compilare e caricare un modulo in cui si richiedono dei dati relativi ai genitori, compagni e figli.

Una volta che risultano caricati tutti i documenti, compilati eventuali moduli e pagati i visti si può solo attendere. Io nel giro di circa due settimane ho ricevuto la Port of Entry, che ha validità di un anno. Ossia, dal momento che la si riceve, si ha a disposizione un anno di tempo per entrare in Canada e attivare il visto.

Working Holiday Visa – Canada

Quando ho deciso di fare questo tipo di visto per il Canada e ho iniziato a cercare informazioni in internet, mi sono subito resa conto che la mole di informazioni che riuscivo a trovare non era neanche minimamente paragonabile a quelle reperibili per l’Australia. Tutto era molto più vago, incerto e complicato. Questo è il primo articolo, di una serie, in cui vi racconto la mia esperienza.

In primo luogo ottenere il WHV non è una cosa immediata e scontata; il Canada rilascia, annualmente, solo un certo numero di visti, distribuiti tra i vari stati del mondo che prevedono questa tipologia di scambio. Per i cittadini italiani ci sono a disposizione solo 1000 visti.

Dopo essersi iscritti al sito del governo canadese e aver aperto un proprio profilo personale, si viene accettati nella “pool” con tutti gli altri italiani che hanno fatto domanda per il WHV. Da questo momento si può solo aspettare. Durante l’anno vengono tenute delle estrazioni casuali, circa 3/4 volte all’anno, e, se si viene estratti, si riceve la notifica sul proprio profilo. In questo messaggio si viene informati dell’avvenuta estrazione e si richiede di accettare l’invito entro 10 giorni. Dal momento in cui si accetta si hanno a disposizione altri 20 giorni per caricare sul proprio profilo tutti i documenti richiesti e pagare, con una carta di credito, il permesso di lavoro ( 100 dollari canadesi) e la tassa di partecipazione (150 dollari). Una volta fatte tutte queste operazioni si può, di nuovo, solo attendere un altro messaggio in cui viene confermato che tutti i documenti inviati andavano bene e viene inviata la POE, ossia una lettera che permette di entrare in Canada entro un anno.

La durata di tutte queste operazioni è variabile, io, per esempio, mi sono registrata sul sito a febbraio e ho ricevuto la POE verso la fine di maggio.

Nei prossimi articoli cercherò di descrivere più nel dettaglio tutti i documenti richiesti; la parte sicuramente più stressante e dispendiosa di tutto questo processo.

Ad aprile potrò finalmente dire se è valsa la pena 🙂